venerdì 7 settembre 2007

Gentilini furibondo: la pena di morte è la certezza della pena. Il buonismo è un reato


Gentilini è un fiume in piena e ne ha per tutti.
Ieri, prima e durante la festa leghista nella quale era presente anche il sindaco di Verona Flavio Tosi, lo Sceriffo, dopo l’arresto dei mostri di Gorgo al Monticano, non lesina attacchi ai politici che hanno votato l’indulto, di destra o sinistra che siano:
«Chi entra in una casa va bucato, fuori per fuori. Purtroppo io vedo troppo buonismo in giro. Se mi si chiede quale sia la pena adeguata, io rispondo in un modo solo: la pena di morte è la certezza della pena. Invece vedo Prodi che va in giro per il mondo a dire che bisogna eliminare la pena di morte. E magari anche l'ergastolo. Siamo in uno Stato di mortadella. I delinquenti ci costano 250 euro al giorno quando stanno in carcere, e io ci sono stato a vederli: hanno palestre, campi di calcio, vitto e alloggio. Penso che coloro che non hanno nessuno scrupolo a uccidere e violentare con gli scalpelli le donne, vanno impiccati. Datemi il sapone per la corda. Per impiccarli. E questa è la Lega».
Poi l’affondo verso i politici complici, che con il loro indulto hanno lasciato i cittadini italiani alla mercè della feccia: «Io oggi ho letto su un giornale l'elenco dei parlamentari che hanno votato a favore dell'indulto mettendo fuori quei delinquenti. E ci ho trovato tanti bei nomi di Forza Italia, tutti parlamentari che dovrebbero andare a casa. E non meriterebbero di essere più eletti. Se facessimo un referendum, dalle Alpi alla Sicilia, la gente sarebbe favorevole alla pena di morte. Perchè la pena non è redenzione, ma punizione».
Gentilini torna anche ad attaccare i sodomiti. “ Volevo liberare quel territorio del Comune che sta vicino all'ospedale da questo mercimonio di culattoni... Adesso essere culattoni è un vanto, visto che anche i deputati lo sono... Non ho perdonato su questa polemica quello che ha detto il portavoce di Giancarlo Galan, che ha preso le loro difese».
Poi fulminante: «Firmo l'ombelico di Melita, ma non quello di Luxuria perchè non so cosa ci troverei sotto…».
Una stoccata poi ai soliti ipocriti sindaci di sinistra: «Nessuno di quei bolscevichi ha il mio Dna, ma sono arrivati 13 anni dopo perchè la gente che li ha eletti ha cominciato a spingere. E hanno dovuto a malincuore seguire il mio vangelo e i miei comandamenti».
«Io vedo solo politici e ministri che si piangono addosso, che sono in gramaglie, che dicono "bisogna fare questo, bisogna fare l'altro, bisogna intervenire". Se già negli anni scorsi avessero seguito il vangelo secondo Gentilini , il decalogo sulla sicurezza che ho stilato, non saremo arrivati a questo punto». «Ho scritto alle massime autorità dello Stato che bisognava blindare i confini e adoperare l'esercito - precisa Gentilini -, che bisognava creare i bagni penali e mandare i delinquenti là e che una volta espiata la pena vanno rispediti ai loro Paesi, che bisognava fare i raggi x agli extracomunitari. Ho scritto che bisognava affondare le navi, che le acque territoriali vanno difese e non devono essere superate, come avviene negli altri Stati di diritto. Ho detto anche che la Magistratura doveva cambiare indirizzo e mollare il buonismo». «Non mi hanno seguito, anzi mi hanno tacciato di essere razzista, fascista e nazista. Adesso tornano sui problemi che io avevo affrontato già allora. E tutti fanno proprie le cose che io dicevo dieci anni fa. Ho pacchi di lettere che lo testimoniano. Dovrebbero avere l'umiltà di dire: se avessimo appoggiato Gentilini in certe iniziative forse i fatti di Gorgo non sarebbero avvenuti. E questo vale anche per i miei politici. Anche i "miei" parlamentari, da Stiffoni a Dussin, sono stati troppo buoni quand'erano al Governo. Se mi avessero seguito oggi le strade sarebbero pulite, non ci sarebbero neanche le pantegane. Quando sento una senatrice come la Rubinato (della Margherita…) dire: "sì, l'indulto è stato un errore, una disgrazia" penso che sia tempo che vada a casa». Il mio vangelo dice: tolleranza doppio zero. Mettetevelo in testa, il buonismo è un reato. Bisogna dirlo alla Magistratura: è un reato e va colpito».
L’attacco virulento dello Sceriffo è pienamente giustificabile, basta buonismo! ed è ora che le iene del parlamento ,che anziché tutelarci ci espongono alle mattanze di criminali, si dimettano!


TOLLERANZA DOPPIO ZERO!

4 commenti:

Massimo ha detto...

La pena di morte è la certezza della pena.
Oppure la pena di morte rende certa la pena :-)
Comunque sia Gentilini è il migliore.
Hanno bel da dire i DOmenici e il sindacalista sindaco di Bologna, ma più poteri ai sindaci andrebbe bene se tutti i sindaci fossero come Gentilini.
Sennò, meglio lasciare i poteri dove sono ora.

Anonimo ha detto...

mai pensato di andarlo a prendere nel culo

GrAnt ha detto...

...che vergogna!

Anonimo ha detto...

abito a treviso..per me è una grandissima umiliazione che gentilini sia ancora in mezzo,dopo tutto quello che ha fatto.ancora parla..la pena di morte è la certezza di pena? allora che comincino a fucilare lui! razzista..fascista...nazista...si lo è!eccome.. siamo presi in giro da tutta italia grazie a lui.
fuori dalle balle gentilini!!

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