Il vice sindaco Giancarlo Gentilini qualche giorno fa a San Valentino davanti alla folla ha lanciato un invito: «Ora festeggiate, mangiate e bevete ma questa sera ognuno faccia il proprio dovere: ho bisogno di tanti bambini di razza Piave».Infatti le scuole trevigiane si riempiono di bambini con genitori nati fuori dai confini italiani, si mescolano culture e identità. Secondo l’Anolf Cisl gli studenti stranieri sono 16mila, circa il 12 per cento della popolazione studentesca, pari a circa 800 classi. E il loro numero aumenta. Ma per Gentilini il dato che conta è un altro: le famiglie straniere sono sempre più prolifiche, quelle italiane sempre meno. E questo non lo può proprio sopportare. Temendo, in un lontano futuro, di vedere i trevigiani doc in netta minoranza, non perde quindi occasione per spronare i suoi concittadini a darsi da fare.
«La razza che deve comandare questo territorio - ha poi rincarato - deve essere la nostra, quella Piave e quindi bisogna fare più bambini. Non è una questione di razzismo, quello non c’entra niente. Ma dico ai miei cittadini e ai giovani: fate bambini su bambini». E la crisi, le difficoltà economiche, l’incertezza per il futuro non devono essere motivo per mettere in secondo piano l’idea di un figlio: «Non fatevi intimorire da chi dipinge scenari cupi, da chi parla di crisi pesante, non credete a chi dice che stiamo crollando - tuona al microfono - Continuate a vivere come sempre, a spendere e a stare tranquilli».
«La razza che deve comandare questo territorio - ha poi rincarato - deve essere la nostra, quella Piave e quindi bisogna fare più bambini. Non è una questione di razzismo, quello non c’entra niente. Ma dico ai miei cittadini e ai giovani: fate bambini su bambini». E la crisi, le difficoltà economiche, l’incertezza per il futuro non devono essere motivo per mettere in secondo piano l’idea di un figlio: «Non fatevi intimorire da chi dipinge scenari cupi, da chi parla di crisi pesante, non credete a chi dice che stiamo crollando - tuona al microfono - Continuate a vivere come sempre, a spendere e a stare tranquilli».

