lunedì 13 luglio 2009

SETTEN FA FALLIRE IL TREVISO CALCIO



Alla fine Ettore Setten ce l’ha fatta.. . a far fallire il Treviso Calcio. Presa la società nel 2001 in C1 è riuscito… a riportacela e in più l’ha fatta fallire facendoli fare un triplo balzo dalla B alla D… se non direttamente in Terza Categoria.
Il contrario delle delle tre promozioni consecutive dal 1997 al 1997 che valsero il passaggio dalla B alla D, scialacquate in un 2009 tetro.
Una gestione fallimentare. Come fallimentare e deprimente è stata l’unica stagione in A.
Per ritornarci, nonostante l’indifferenza della città e uno stadio vetusto e inadeguato, Setten due anni fa ha speso 20 milioni di euro per acquistare e stipendiare brocchi da media-bassa classifica che nessuna squadra in seguito ha giustamente voluto comprare nè accollarsi il lauto e immeritato stipendio. Giocatori ridicoli, come Dall’Acqua, pagato 300mila euro per giocare spezzoni di partita in serie C a Reggio Emilia. Spese folli e nessun giocatore degno da piazzare sul mercato.
Fine ingloriosa alla stregua di società storiche come Messina, Pisa e Avellino tutte alla mercè di presidenti avventurieri palesemente incompetenti e mal consigliati.
Ecco spiegato l’epilogo inevitabile di una gestione presuntuosa e approssimativa.


domenica 10 maggio 2009

Lo sceriffo a Vittorio Veneto

Giancarlo Gentilini ha regalato il suo ennesimo show ieri, confessando «di volere sulle sedie dei parlamenti non culi quadrati ma rotondi, scattanti, pieni di muscoli!». Ha spiegato inoltre che un sindaco «deve fare come me: alla sera andare a vedere se ci sono in giro buche sulle strade, puttanette e cula».

venerdì 24 aprile 2009

25 Aprile negazione della conciliazione

«Doveva essere la festa della riconciliazione, invece è una festa acquisita solo da una parte. Così è diventata la negazione della conciliazione...». Giancarlo Gentilini stronca il 25 aprile. che «il 25 aprile rappresenta ideali validi per tutti», e tutte le istituzioni parlano di data «incancellabile» o di ricorrenza «condivisa».
Lo Sceriffo è una voce fuori dal coro: «Il 25 aprile è come un fossato che invece di essere riempito, si allarga sempre di più. È sarà così fino a quando resteranno in vita persone che la guerra l’hanno fatta, i testimoni di quella tragedia che, inevitabilmente, hanno giudizi di parte. Per anni il 25 aprile è stata solo la festa della sinistra, mentre la destra se ne andava a Patrasso...». Ne ha anche per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «É figlio della sinistra, sul 25 aprile non è proprio super partes. Dovrebbe dire: i partigiani devono fondersi con gli altri movimenti. Invece, solo mezze parole. Il 25 aprile non è la festa della riconciliazione, ma del distacco. Berlusconi ha deciso di partecipare alle celebrazioni? Anche la sua rimane una partecipazione con riserva».
Riflessione altrettanto dura, è per l’Anpi, l’associazione dei partigiani: «Negli anni ha reclutato gente che la lotta partigiano non l’ha mai vista con la motivazione dell’anti fascismo. Per me non va bene. Io ho in mente l’esempio dei ragazzi del ’99: fino a quando l’ultimo di loro era in vita, il labaro dell’associazione partecipava a tutte le manifestazioni. Quando l’ultimo di quella generazione è morto, lo stesso labaro è stato riposto per sempre a palazzo dei Trecento. Così dovrebbe essere anche per l’Anpi quando morirà l’ultimo partigiano. Invece gli steccati rimangono. Io comunque continuerò a partecipare alle celebrazioni, è un mio preciso dovere civico».

lunedì 23 marzo 2009

Luxuria venga pure a parlare da noi ma se ne avrà bisogno, in quale bagno andrà?


Luxuria a Treviso? Ben venga. Soltanto sarò in imbarazzo se mi domanda: "dove vado in gabinetto?". Deve andare in quello per uomini o per donne?», ghigna Giancarlo Gentilini.
L’ex prostituto
e naufrago dell’Isola dei Pietosi sarà a Treviso mercoledì per una conferenza sul concetto di "transgender" nell’arte (!!), organizzata dal corso di laurea in design. «Ho sempre detto di non aver nulla contro gay, lesbiche e bisessuali, c’è libertà assoluta, ognuno può utilizzare il proprio corpo come vuole - ribadisce lo "Sceriffo" -. Venga a raccontare le sue esperienze, perchè non si è mai finito di imparare e voglio sentire cosa racconta ai miei cittadini di razza Piave».

venerdì 20 marzo 2009

Gentilini introduce l'ordinanza anti mendicanti


Giancarlo Gentilini sa che la legge non gli dà adeguati strumenti per contrastare un fenomeno che ha radici ampie: «Il problema è che dietro quelli che chiedono la carità c’è un racket, un’industria dell’elemosinare, c’è gente che vive sulle spalle di queste persone che chiedono la carità. E allora bisognerebbe andare più in alto. I centri di comando forse si trovano in altri stati e con la faccenda della Comunità europea sono imprendibili o imperseguibili».
il vicesindaco promette un ulteriore giro di vite. Nonostante un crescente senso di impotenza: «Ci troviamo di fronte a fenomeni che non possiamo combattere: anche i drogati che fermiamo ai giardini di Sant’Andrea sono sempre gli stessi, li mandiamo via e ritornano. Cosa dovremmo fare? Le leggi sono tali da non poter intervenire drasticamente, c’è purtroppo un eccessivo buonismo purtroppo da tutte le parti»
Lo Sceriffo non si rassegna: «Gli accattoni a Treviso non li voglio più vedere. Mi contattano anche molti parroci, per segnalarmi che all’uscita dalle messe questi personaggi infastidiscono i fedeli e se non ottengono niente, li insultano e bestemmiano. È una risposta che dò ai miei cittadini e anche alla giustizia italiana, perchè io sono sempre in trincea, invece tanta gente sta seduta su scranni dorati. Se lasci un’unghia, si prendono la mano; se dai una mano, si prendono il braccio. Il buonismo non va bene: io piuttosto che dare un’unghia, mi taglio il dito». In attesa di un intervento su scala generale: «Ho sempre detto che prostituzione, traffico di droga e di armi, accattonaggio sono problemi a livello nazionale e dunque i rimedi devono essere trovati dai nostri parlamentari. È tempo di adoperare non il guanto di velluto, ma quello con le punte d’acciaio».

sabato 21 febbraio 2009

Ho bisogno di tanti bambini Razza Piave!

Il vice sindaco Giancarlo Gentilini qualche giorno fa a San Valentino davanti alla folla ha lanciato un invito: «Ora festeggiate, mangiate e bevete ma questa sera ognuno faccia il proprio dovere: ho bisogno di tanti bambini di razza Piave».
Infatti le scuole trevigiane si riempiono di bambini con genitori nati fuori dai confini italiani, si mescolano culture e identità. Secondo l’Anolf Cisl gli studenti stranieri sono 16mila, circa il 12 per cento della popolazione studentesca, pari a circa 800 classi. E il loro numero aumenta. Ma per Gentilini il dato che conta è un altro: le famiglie straniere sono sempre più prolifiche, quelle italiane sempre meno. E questo non lo può proprio sopportare. Temendo, in un lontano futuro, di vedere i trevigiani doc in netta minoranza, non perde quindi occasione per spronare i suoi concittadini a darsi da fare.
«La razza che deve comandare questo territorio - ha poi rincarato - deve essere la nostra, quella Piave e quindi bisogna fare più bambini. Non è una questione di razzismo, quello non c’entra niente. Ma dico ai miei cittadini e ai giovani: fate bambini su bambini». E la crisi, le difficoltà economiche, l’incertezza per il futuro non devono essere motivo per mettere in secondo piano l’idea di un figlio: «Non fatevi intimorire da chi dipinge scenari cupi, da chi parla di crisi pesante, non credete a chi dice che stiamo crollando - tuona al microfono - Continuate a vivere come sempre, a spendere e a stare tranquilli».

domenica 14 dicembre 2008

PER GENTILINI ARRIVA LA SCORTA


In seguito alle dichiarazioni anti-islamici rilasciate nel settembre scorso a Venezia lo sceriffo di Treviso Gentilini è costretto a ricorrere alla scorta. Ma nonostante la "fatwa" lanciata dai fondamentalisti il vicesindaco è tranquillo: «Non ho paura, continuo la mia vita. Siccome combatto per il mio popolo so di essere inviso a tanta gente. Chi difende la propria identità, il popolo veneto, le nostre tradizioni e la religione troverà sempre dei nemici. L'obiettivo numero uno sono io. Ma il popolo veneto mi difenderà».

mercoledì 15 ottobre 2008

Gentilini ricorda l’ "allievo” Haider


Secondo lo Sceriffo Gentilini con la morte di Haider si è perso un punto di riferimento.
Haider e Gentilini erano uniti da un legame speciale. Lo Sceriffo considerava il leader della destra austriaca un suo allievo: “Ha applicato quello che io ho sempre detto, anche prima che lui arrivasse sulla scena”. Per Haider Gentilini è stato un valido alleato, uno dei pochi appoggi su cui ha potuto contare quando veniva bersagliato dalle critiche ed ostracizzato da mezza Europa.Era il 2000 e il nome di Haider , da poco eletto governatore della ricca regione austriaca, veniva accostato alla destra più xenofoba arrivata al potere. Per le sue idee sulla gestione degli immigrati venne aspramente criticato in ogni stato europeo. Quando si seppe che Gentilini lo aveva invitato a Treviso per una visita ufficiale, ci fu una vera e propria levata di scudi. A Treviso cominciò un periodo di aspre polemiche. Lo Sceriffo si trovò a combattere da solo contro tutti, anche contro molti esponenti del suo partito che non vedevano di buon occhio il rapporto troppo stretto con una figura così chiacchierata e ingombrante. Gentilini conferma: “E' vero anche i miei si erano opposti a quell'incontro. Ma io quando individuo e scelgo una persona in cui credere me ne frego di tutti, anche di chi sta dalla mia parte. Con lui, di recente avevamo preso degli accordi per una nuova visita e con l'occasione avremmo organizzato una grande festa per unire Treviso alla Carinzia. Avevamo in ballo anche un progetto di gemellaggio con Klagenfurt”.In quel dicembre del 2000 Haider , protetto da un imponente ma discreto servizio di sicurezza, arrivò a Treviso e si dedicò allo shopping e alle visite culturali con una puntata alla mostra sugli impressionisti in programma a Ca' dei Carraresi. La sua figura ritenuta scomoda venne accuratamente evitata dalle autorità cittadine, tranne che dall'allora sindaco Gentilini . Lo ricevette in forma privata a Ca' Sugana, unica concessione strappata dalla Lega che almeno evitò l'imbarazzo di una visita ufficiale. Da allora le puntate di Haider nella Marca si sono ripetute: “Certamente, è venuto molte volte a Treviso, amava fare acquisti qui. Per me era un grande amico, ed era anche amico di Treviso. Aveva fiducia in questa città. Tra noi c'era grande sintonia. Ho un bel ricordo di lui: l'ho ricevuto quando molta gente si era invece eclissata. Eravamo come in famiglia. Del resto lui portava avanti le idee della Lega. E' una grossa perdita. Il Padreterno ha sbagliato a tagliare il filo: poteva tagliarne altri e la gente avrebbe applaudito. E invece no, ha tagliato quello di Haider, che avrebbe dovuto rimanere ancora qui con noi”.

mercoledì 17 settembre 2008

A VENEZIA IL GENTILINI SHOW

giovedì 31 luglio 2008

L'invio dei soldati nelle città un'invenzione dello Sceriffo

Gli uomini dell'esercito collaboreranno con forze di polizia e carabinieri nel garantire l'ordine pubblico in alcune città italiane. Treviso non è tra i centri interessati, ma l'iniziativa raccoglie la piena approvazione di Giancarlo Gentilini che rivendica la primogenitura dell'idea: «L'invio dei soldati io l'ho patrocinato nel 1995: è un'altra copiatura dello sceriffo di Treviso. Dopo tanti anni hanno capito che avevo ragione quando dicevo di blindare i confini e quando chiedevo di organizzare i "Vespri trevigiani". Ora finalmente si è realizzato quello che sollecitavo e sono felice che abbiano adottato il vangelo secondo Gentilini. Quelli che allora mi davano del razzista devono ricredersi: io sono sempre stato un assertore della libertà e della sicurezza e un difensore di miei cittadini. Se arrivasse una ventina di militari da affiancare ai vigili, sarebbe un'ottima cosa. Ho sempre detto che vorrei vedere per le strade la gente in tuta mimetica armata fino ai denti e ascoltare di notte gli scarponi chiodati, in modo che se qualcuno si aggira sente il suono e fugge. Se invece è tutta tranquillità si insinuano gli zingarelli».
Lo Sceriffo invoca inoltre maggiore severità contro la microcriminalità di matrice straniera: «Costoro dovrebbero essere consegnati alla polizia dei loro stati: allora puoi star sicuro che non si periterebbero di fare certe cose. Ma qui c'è grande tolleranza, grande permissivismo: se un italiano commettesse fatti simili in Tunisia o in Algeria, un metro e mezzo di sabbia sopra non glielo leverebbe nessuno. Bisogna che lo Stato prenda coscienza che bisogna stringere ancora i freni e mandare a casa tutta questa gente che crede di fare nel nostro territorio quello che vuole». L'i dea su come intensificare i controlli, Gentilini ce l'avrebbe pure: «Io sono per gli squadroni della morte: basterebbe che io dicessi di costituirne uno e arriverebbero in tantissimi. Ho anche quel potere: non lo esercito ancora, ma non è escluso che un giorno...».


sabato 26 luglio 2008

Genty: Il mio inno è "i battaglioni del Duce"

Su il gesto di Bossi rivolto all'Inno di Mameli lo sceriffo Gentilini la pensa così: «Ognuno dentro di sè canta l'inno che vuole. Il mio è "i battaglioni del Duce"».
Il grande Genty si conferma "il sindaco più fascista d'Italia", così come venne definito dal quotidiano spagnolo "El Pais" qualche settimana fa.
Al turbinio di discussioni, litigi e prese di posizione più o meno indignate nate dopo il dito medio alzato di Bossi rivolto all'Inno di Mameli, la mette giù dura e rispolvera i suoi di inni, quelli del ventennio. Ad ognuno il suo, insomma, e lui sceglie quello che recita "Fiocco nero alla squadrista/noi la morte l'abbiam vista/con due bombe e in bocca un fior" e "nel mondo batte il cuore di Mussolini". Tanto per gettare ulteriore benzina sul fuoco.

mercoledì 16 aprile 2008

DETTO FATTO

50,4%


"Voglio milioni di voti: (...) dovete fare opera di proselitismo. Voglio la rivoluzione e voglio che parta da Treviso. Il popolo è rivoluzionario, la Lega Nord è rivoluzione. A Treviso abbiamo candidati sindaco che hanno l'Alzheimer e non ricordano cosa hanno detto anni fa, abbiamo candidati che fanno bella mostra della loro possanza e abbiamo piccole arpie, mezze donna e mezzo animale, che volano nel nostro cielo. Noi le abbatteremo con i nostri voti".


(Giancarlo Gentilini-10 aprile 2008)

lunedì 24 marzo 2008

Gentilini denuncia il candidato sindaco della Sinistra Arcobaleno per vilipendio al Tricolore


Giancarlo Gentilini è furibondo con il candidato sindaco della Sinistra Arcobaleno, Nicola Atalmi, e ha deciso di trascinarlo in tribunale denunciandolo per «vilipendio al Tricolore». Al centro della polemica, i manifesti elettorali della Sinistra, con l'immagine di un maiale o di un gallo cinti dalla fascia tricolore. E con uno slogan: «o lui, o Atalmi». Gentilini è un fiume in piena: «Atalmi è uno spergiuro, un falso, un delinquente istituzionale, se ci fossero i tribunali speciali, sarebbe fucilato di schiena». Nonostante un asterisco rimandi alla frase "ogni riferimento a persone è completamente casuale" quasi tutti hanno pensato che il riferimento fosse mirato al vicesindaco (tanto più che proprio quest'ultimo una decina di giorni fa si era paragonato al classico gallo del pollaio…). Se il sindaco Gian Paolo Gobbo si è lasciato scivolare addosso la cosa senza fare una piega e un commento, così non è stato per lo Sceriffo, che ha già dato mandato di preparare tutta la documentazione necessaria e si appresta a denunciare il candidato sindaco della Sinistra l'Arcobaleno. Non tanto per le eventuali allusioni quanto perché a suo giudizio è stata offesa la fascia tricolore e di conseguenza la bandiera nazionale: «Ho già dato disposizioni di preparare tutto e martedì firmo l'atto di denuncia. Lo deve sapere tutta l'Italia. Io sono un cultore degli ideali della Patria e attaccherò. Perché, se Atalmi crede di essere a capo di un'accolita che sputa sul tricolore, sbaglia. Cercherò di distruggerlo sotto tutti i punti di vista. Non me ne frega niente delle allusioni nei manifesti ma del fatto che si utilizzi il tricolore sì». Ecco dunque il vicesindaco difenderlo a spada tratta: «Quello non si tocca. Sotto quella bandiera sono morti centinaia di migliaia di cittadini italiani, che sono partiti senza chiedere nulla. Non avevano certo denari come ce li hanno adesso i volontari. Sono morti guardando il tricolore".

domenica 2 marzo 2008

Gentilini liquida Grillo: “E’ come l’ immondizia di Napoli”

Lo Sceriffo Gentilini è stato attaccato dal Grillo sparlante durante un convegno ripreso alcuni giorni fa ad “Annozero”. "Il Piave non mormora più, ma vomita sindaci come Gentilini”, ha sentenziato Grillo criticando in modo fantozziano la realtà del Nord-est. Il caso ha voluto che ieri mattina, a cinquanta metri di distanza tra piazza dei Signori e piazza Indipendenza, i gazebo dei Grillini e della Lega fossero vicini. Talmente vicini che lo Sceriffo, seduto tra bandiere verdi e manifesti padani, ha visto al di là della Loggia dei Trecento intravedendo il faccione di Grillo stampato su un cartellone elettorale. Il prosindaco s'è alzato dunque e si è diretto risoluto verso i Grillini, memore degli attacchi pronunciati ad “Annozero”. Ha puntato l'indice contro David Borrelli, candidato alle prossime amministrative, ed ha urlato: "Di' al tuo capo che se io sono vomitato dal Piave, lui lo è dalle scoasse (rifiuti) di Napoli! Voi non siete più grillini ma grilletti!". Poi ha voltato le spalle ed è tornato a distribuire autografi. Queste elezioni saranno la rinascita del Leone di Venezia", ha dichiarato Gentilini tra un autografo e l'altro, attorniato dagli Stati generali della Lega trevigiana e regionale. Il Grillo qualunquista e i grillini dovranno invece accontentarsi del sostegno di quattro gatti…

sabato 2 febbraio 2008

Gentilini: Chi si associa ai gay non è dei nostri

Baracconate inusuali nella città di Treviso.
Giacomo Casanova, Napoleone Bonaparte, Regine di ogni epoca e Paese, uomini travestiti da donne, donne travestite da uomini con baffi e pantaloni, infine due Drag Queen. Questa l’umanità che ha animato la sala di un noto ristorante trevigiano. Le maschere nascondevano persone fra le più in vista della "Treviso bene” e questo ha fatto storcere il naso a parecchi primo fra tutti lo Sceriffo Gentilini: «Io mi domando: qual è la Treviso bene? Questo è il grande interrogativo a cui bisognerebbe dare una risposta. Se la Treviso bene si associa ai gay e alle lesbiche allora vuol dire che non fa parte della trevigianità ma è la Treviso di non so che cosa. È Treviso bene o è piuttosto Treviso male? Ad ogni modo voglio vedere il rappresentante di questa Treviso bene, venga da me e mi dica di persona: "signor sindaco io sono della Treviso bene e censuro lei che non vuole lesbiche e gay qua a Treviso"».

Le baracconate le “facciano nei loro club, nei loro pub, nei loro posti, nelle loro case e non ci sarà problema. Essere gay non deve diventare un titolo per essere superiori agli altri cittadini, questo non lo tollero. Sul fatto che ci sia parità non ci piove. Ma come io cittadino non vado a mettere i miei "fatti amorosi" in piazza dei Signori, così loro non dovrebbero esporre le loro azioni amorose in piazza.
«Io sono tollerante, purché ognuno stia dentro i propri recinti. Certo, non sono tollerante con chi si incatena al portone del Comune (riferendosi alla manifestazione dello scorso agosto) urlando "violentatemi". Se la Treviso bene si identifica con persone così credo proprio che i cittadini veri le daranno un colpo secco, tac!, e torneranno a mettere Gentilini sulla sedia di sindaco».


TOLLERANZA ZERO!

domenica 23 dicembre 2007

Gentilini stoppa gli islamici e toglie le panchine


Quelle prenatalizie sono giornate di intenso lavoro per lo Sceriffo Gentilini alle prese con diverse grane.La notizia della concessione in affitto degli spazi di un circolo sportivo alla comunità islamica perché potesse celebrare i riti della Festa dell'Agnello ha mandato su tutte le furie il vicesindaco che ha intimato: «Io cercherò in tutte le maniere di evitare che ci siano questi assembramenti e dico ai miei cittadini di quel rione che si sveglino. Io farò di tutto per eliminare queste cose che non vanno bene, ma devo avere l'appoggio di tutta la popolazione. Deve scendere in piazza per evitare che ogni centro sportivo per guadagnare una lira sia utilizzato per altri scopi. I musulmani preghino a casa loro, oppure due tre volte all'anno tornino nei loro Paesi a pregare. Qui ogni assembramento che si verifica va a penalizzare i miei quartieri. Là ci sono attrezzature sportive. Cosa c'entra là una chiesa? Cosa c'entra una moschea? Serve solo a intralciare quello che è il normale vivere di tutta la zona. Fino a prova contraria la civiltà cristiana è da noi, sia chiaro. Non confondiamo tra ebrei e samaritani. Io farò di tutto, tutti gli atti possibili per impedire questo affitto. Senza pietà. Troverò qualsiasi stratagemma per impedirlo. Attenti, si comincia così: dai loro un'unghia e si prendono il braccio e tutto il resto. Non c'è niente che possano fare. Gli islamici vadano a pregare in altri comuni, qui a Treviso non li vogliamo. Almeno finché resterò qua io». Un altro problema impellente che si è affacciato è quello delle panchine di piazza Pola. Nel 1997 Giancarlo Gentilini fece levare quelle nei pressi della stazione ferroviaria, divenute «bivacco» di extracomunitari: fu uno dei primi atti a consacrare il mito del sindaco sceriffo. Ora la fiamma ossidrica di Ca' Sugana si è abbattuta sulle quattro panche della centralissima piazzetta: stavolta l'intento è far sloggiare le compagnie di giovanissimi, in gran parte nostrani, che la monopolizzano tra bevute e bestemmie. «Certo: ho dato ordine di togliere le panchine di Piazza Pola - conferma il prosindaco -. Ho voluto assecondare le richieste di residenti e negozianti, che da tempo si lamentano. I piazza ci sono gruppi di ragazzini che si stravaccano sulle panchine, fanno confusione, danno fastidio»
Decisioni forti e scomode dunque, come da tradizione gentiliniana.
Forse è per questo che si è verificata un’irruzione di no-global antidemocratici nell’ultimo consiglio Comunale.

Dalla feccia di disobbedienti sono piovuti insulti e lancio di oggetti.
Gentilini li ha prontamente liquidati: «Tornatevene in Siberia!»

TOLLERANZA ZERO!

giovedì 20 dicembre 2007

...E GLI "INTELLETTUALI " CHE HANNO FIRMATO L’ APPELLO PER LA LIBERAZIONE DI BATTISTI

Altrettanto numerosi gli "intellettuali" che hanno sottoscritto l’appello in favore della liberazione del criminale Cesare Battisti.
Immancabili
alcuni politici della solita parte: i parlamentari verdi Paolo Cento e Mauro Bulgarelli, e quelli di Rifondazione comunista Giovanni Russo Spena e Graziella Mascia.


ELENCO FIRMATARI


Vauro
, disegnatore

Roberto Saviano, scrittore

Valerio Evangelisti, scrittore

Serge Quadruppani, scrittore

Daniel Pennac, scrittore

Wu Ming, scrittori

Tiziano Scarpa, scrittore

Helena Janeczek, scrittrice

Giorgio Agamben, docente universitario, filosofo, scrittore

Davide Ferrario, regista

Dario Voltolini, scrittore

Ivano Ferrari, poeta

Guido Chiesa, regista

Florence Thinard, scrittrice - Francia

Tommaso Pincio, scrittore

Pascal Dessaint, scrittore - Francia

Dominique Manotti, scrittrice - Francia

Loredana Lipperini, giornalista

Paolo Cento, deputato Verdi

Mauro Bulgarelli, deputato Verdi

Giovanni Russo Spena, deputato PRC

Graziella Mascia, deputata PRC


continua…

martedì 11 dicembre 2007

I FRIMATARI DELL'APPELLO CONTRO IL COMMISSARIO CALABRESI

Sempre utile ricordare i Soloni, molti dei quali pontificano tuttora, che nel 1971 firmarono l'appello contro il commissario Calabresi accusandolo tra le altre cose di essere un «un torturatore», "responsabile della morte di Pinelli" e chiedendo pure di ricusare i «commissari torturatori, i magistrati persecutori, i giudici indegni».
Di indegni sono rimasti solo coloro che firmarono l'appello, tanto irresponsabili quanto arroganti visto che nessuno di loro si è fatto da parte e anzi continua a dare lezioncine di morale.

Elenco degli "intellettuali" che firmarono l'appello: Paolo Mieli, Margherita Hack, Umberto Eco, Eugenio Scalfari, Giorgio Bocca, Furio Colombo, Norberto Bobbio, Alberto Moravia, Carlo Rossella, Pier Paolo Pasolini, Tiziano Terzani, Massimo Teodori, Giorgio Amendola, Giancarlo Pajetta, Federico Fellini, Mario Soldati, Carlo Rognoni, Bernardo Bertolucci, Luigi Comencini, Paolo e Vittorio Taviani, Marco Bellocchio, Ugo Gregoretti, Nanni Loy, Giovanni Raboni, Renato Guttuso, Ernesto Treccani, Emilio Vedova, Giò Pomodoro, Paolo Portoghesi, Dacia Maraini, Enzo Siciliano, Alberto Bevilacqua, Natalino Sapegno, Primo Levi, Enzo Enriques Agnoletti, Lalla Romano, Giorgio Benvenuto, Pierre Carniti, Giuseppe Turani, Carlo Mazzarella, Andrea Barbato, Bruno Zevi, Grazia Neri, Franco Basaglia, Carlo e Vittorio Ripa di Meana, Paola Pitagora, Livio Zanetti, Lucio Colletti, Toni Negri, Camilla Cederna, Carlo Levi, Vito Laterza, Giulio Einaudi, Inge Feltrinelli, Franco Antonicelli, Lucio Villari, Giulio Carlo Argan, Fernanda Pivano


domenica 2 dicembre 2007

GENTILINI ALL'ATTACCO: PRIMA DEI MIEI MANDATI CITTA' PIENA DI ECTOPLASMI E CULATTONI

esemplare di ectoplasma


Lo Sceriffo di Treviso è intenzionato a far pubblicare a spese del comune un’ "enciclopedia dei lavori di Gentilini” che uscirà prima delle consultazioni elettorali di maggio 2008 per rinnovare l'amministrazione comunale.
Che i costi sarebbero a carico di Ca' Sugana risulta leggendo la relazione previsionale e programmatica per il periodo 2008/2010, approvata dalla Giunta. Alla voce "Informazione e comunicazione ai cittadini" della sezione "Programmi e progetti" si legge infatti: «Nell'ottica della promozione delle attività svolte dall'amministrazione comunale è prevista la diffusione di un impegnativo volume che riassume lavori, interventi, manifestazioni ed ogni altra attività attuata nell'ultimo decennio».
I Tersiti di sinistra ovviamente hanno gridato allo scandalo e blaterato di propaganda elettorale dimenticando che il Comune ha il diritto e il dovere di informare i cittadini su quanto è stato fatto dall’amministrazione in carica.
Gentilini è dunque più che mai nel giusto e in merito dice:
“Credo che sia necessario che la cittadinanza venga informata su che cosa ha fatto il Comune e che cosa ha speso, perché io devo rispondere ai cittadini fino all'ultima lira. La Provincia lo fa da anni. Ogni anno presentano il bilancio e presentano quello che hanno realizzato. Gli altri promettono, io posso dire di avere già fatto. Per questo presenterò un'enciclopedia di quanto realizzato in questi anni, perché i cittadini possano vedere com'erano le cose prima e come sono adesso”.
Si tratterà di un volume di circa 150 pagine con foto a colori che conterrà il sunto del lavoro svolto sino ad oggi dalla amministrazioni trevigiane dal 1994 al 2007. Sarà pronto a gennaio in un migliaio di copie per il costo di 15 mila euro. Gentilini attacca anche le amministrazioni di Barabba che lo hanno preceduto e la feccia di sinistra che non ha tardato a criticarlo aspramente per la sua iniziativa: «Hanno paura di me, perché io sono un terrorista della verità. C'è solo la paura di ricordare tutte le cose che sono state dimenticate. Perché col passare del tempo uno si abitua a vedere le cose come sono adesso, e non si ricorda più com'erano prima. Il libro che pubblicheremo sarà la memoria del passato. Questo è quanto: io spargo il terrorismo della verità. Questo è un rendiconto di quello che ha fatto l'amministrazione alla fine dei tre mandati. È un viaggio nel passato e ritorno: come ho ereditato la città di Treviso - morta, abbandonata, sporca, piena di ectoplasmi di altre etnie, culattoni dappertutto - e com'è adesso. Sappiate che questa enciclopedia la manderò a tutte le sedi degli emigranti trevigiani nel mondo perché voglio che sappiano qual è la verità e quindi quando sarà ora di votare non voteranno più gli ectoplasmi dall'altra parte, voteranno i nostri politici».


TOLLERANZA ZERO!

giovedì 22 novembre 2007

GENTILINI VUOLE UNA PIAZZA INTITOLATA ALLA FALLACI

La Lega e l' (ex) Forza Italia hanno intenzione di intitolare a Oriana Fallaci rispettivamente una piazza e una strada. Giancarlo Gentilini già nel settembre 2006, aveva dichiarato: «Io, la Lega, il Papa e Oriana Fallaci siamo tutt'uno. Noi siamo contro l'Islam e la religione islamica, che è una religione di morte. Voglio ricordare in maniera imperitura il nome di una cittadina italiana che ha combattuto fino all'ultimo, oltre che contro la malattia, contro questa invasione sotterranea e questa religione».
Per quanto riguarda il fronte sicurezza Gentilini è pronto a imitare il sindaco leghista di Cittadella Massimo Bitonci, che ha firmato un'ordinanza che vieta l'iscrizione anagrafica e la residenza a qualsiasi cittadino, comunitario e non, che abbia precedenti penali e che non dimostri di avere un posto di lavoro, un'abitazione agibile e mezzi di sostentamento per la propria famiglia.
Lo Sceriffo si dice favorevole al progetto facendo intendere che lui ci aveva già pensato: «È una mia vecchia idea. Avevo dato ordine ai miei uffici di non dare la residenza alle persone che dichiaravano di non avere casa e di non avere lavoro. Altrimenti ci ritroviamo con queste etnie che girano dappertutto. Però avevo trovato la resistenza delle forze politiche.
Se si riuscisse a dare la residenza solo a chi ha una casa o il lavoro allora si allontanerebbero tanti personaggi che girano o che vanno nelle baraccopoli, come hanno fatto a Roma. Lì Veltroni si è accorto di colpo che c'erano migliaia di baraccopoli. È un sindaco quello? Qui anche se vedo che costruiscono un canile grande lo segnalo subito, perché dentro potrebbe andare a rifugiarsi qualcuno. Quindi qua il problema non esiste. Spero che il sindaco di Cittadella sfondi questa porta da me aperta, e così assieme faremo un grande asse».


TOLLERANZA ZERO!

domenica 18 novembre 2007

"Parroco" espone la bandiera romena in canonica


Non contento del lassismo delle istituzioni e delle scorribande di teppisti romeni, il parroco di Santandrà di Povegliano decide per solidarietà… con la comunità romena finita nel mirino dopo gli episodi di criminalità, di innalzare in canonica la bandiera della Romania.

A pochi chilometri un altro parroco nell'occhio del ciclone: quello di Paderno di Ponzano Veneto, dove i musulmani hanno trovato ospitalità nella preghiera del venerdì perché a dire del parroco “meglio un musulmano che prega di un italiano che bestemmia”.
Don Giovanni Kirschner ha compiuto un gesto indegno anche se chi lo conosce giura che "sia un gesto in linea con il suo modo di essere, a fianco dei più deboli. Don Giovanni ha voluto dare un segnale chiaro, invitando i suoi parrocchiani a non generalizzare, a non cadere vittime di paure spesso montate ad arte”.
Sarebbe da chiedere al parroco se gli è mai passato per la testa di esporre la bandiera italiana per solidarietà con i suoi connazionali vittime dei massacri perpetrati dai romeni.
No, ovviamente.
Questi preti rossi continuano ad anteporre gli stranieri ai compaesani vittime della feccia straniera.
Per fortuna lo Sceriffo Gentilini interviene prontamente come suo solito per strigliarli a dovere.

“Ho già pronta la lettera in cui avvertirò tutte le autorità ecclesiastiche di quello che è successo. Leggo che era un obiettore di coscienza e guarda caso gli obiettori sono quelli che hanno sputato sui 600mila caduti durante la Prima guerra mondiale e su tutti i caduti della seconda. Non solo: sono quelli che hanno rinunciato ad obbedire ad un giuramento sacro alla Patria e che si sono imboscati negli uffici per fare niente.
E allora mi domando: che cosa puoi pretendere da un obiettore di coscienza? Puoi forse credere che diventi un grande parroco o un grande cardinale o un grande papa? Io dico che resti nei suoi recinti religiosi, che preghi tanto e che si confessi tanto per quello che fa e per quello che ha fatto, oppure che vada assieme al parroco di Ponzano nelle catacombe, dove ci sono i teschi e gli spiriti dei martiri cristiani che girano giorno e notte. Là dovrebbe trovare l'ispirazione. Io da parte mia provvederò a chiudere i boccaporti, in modo che ci resti rinchiuso per tutta la vita e che si vergogni".


P.S Visto che al peggio non c’è limite il nostro gentile visitatore Alberto ci segnala un altro scandalo:

Rom ubriaco uccise 4 ragazzi, ora fa il modello


TOLLERANZA ZERO!

martedì 6 novembre 2007

Gentilini profetizza la guerra civile, intanto i rumeni ci fanno pure la lezioncina.



Lo Sceriffo Gentilini stronca il pacchetto sicurezza e critica aspramente il Governo in ritardo anni luce sulle sue intuizioni.
Per il vicesindaco di Treviso il pacchetto sicurezza è pura ipocrisia: «Io non ho bisogno di utilizzare i poteri del pacchetto sicurezza. Al massimo potrei farlo per quelli che chiedono l'elemosina. Farò fare degli appostamenti perché arrivano in stazione alle 8 e mezza, scendono tutti belli e poi cominciano a zoppicare. Altro che tolleranza a doppio zero, applicherò quella a tre zeri! Farò delle retate. Ho anche i parroci che si lamentano di mendicanti fuori dalle chiese che se non dai loro l'obolo bestemmiano.
La città gode comunque di una situazione privilegiata: non ci sono nomadi, non ci sono lavavetri, non ci sono venditori di paccottiglia per le strade, non ci sono prostitute. Perché? Forse perché il sindaco Gentilini, il primo sceriffo, ha applicato il suo vangelo e i suoi comandamenti nel nome della tolleranza a doppio zero. Gli altri invece si sono estasiati sostenendo l'immigrazione come pregio, sicurezza e ricchezza. Certo che è una ricchezza, ma va passata ai raggi x. Il pacchetto sicurezza è una questione di facciata, non serve a niente. Tutte le bidonville che sono state costruite attorno alle città sono il frutto del permissivismo, della tolleranza da parte delle autorità di Governo e anche di tante associazioni - comuniste, paracomuniste, ecclesiastiche - che hanno detto "poverini dobbiamo aiutarli, dobbiamo dare loro un futuro". Un futuro va dato a chi viene qui per lavorare, se c'è posto per lavorare: è impossibile dare lavoro a cento rom se ce n'è per uno solo. Se io espello uno zingaro, chi è che mi paga? È molto facile fare i "tromboni", e questo Governo è un grande trombone, ma mi devono dare i denari per fare le espulsioni". Ho letto che un Rom di 16 anni è stato arrestato e rilasciato 81 (!!!) volte. Allora lo Stato non c'è più. Non è possibile che ci sia questo buonismo. Noi veneti diciamo "tre volte bon, te sì mona". Ottantun volte cosa vuol dire? Che sei mona all'ennesima potenza». Gentilini si scatena anche sull’ipocrita sindaco di Roma Water Veltroni che si è svegliato solo a danno fatto: «Guardate Roma Veltrona. Adesso il sindaco cosa sta facendo? Fa pulizia etnica. Non è pulizia etnica quella? Non dica di no: arriva con i caterpillar. Fare pulizia del territorio, tabula rasa, pulizia etnica, per me sono tutti sinonimi. E i rom che tornino nei loro Paesi! Ma bisogna vedere se li rivogliono indietro. E presto ci saranno altri Stati nuovi nella Comunità europea. Allora la crema delinquenziale prenderà l'autostrada verso l'Italia. Cittadini tenete duro, perché se va avanti così ci sarà la guerra civile».
Guerra civile che si concretizzerà sicuramente se il lassismo non avrà fine e se le condanne non inizieranno ad essere dure e sicure.
A questo proposito la lezioncina ci arriva direttamente da un rumeno.
Petru Balteanu, operaio a Mansuè e artista per vocazione, è duro: “Questo Governo è troppo buono. Dovrebbero esserci leggi più severe. E adesso si parla anche di espulsioni immediate, eccetera. Ma non serve a nulla, tanto i delinquenti tornano qui da clandestini. Sarei d'accordo sul fatto che un mio connazionale sconti la pena nelle carceri rumene. Là c'è poco da divertirsi. Invece da voi è diverso. I delinquenti lo sanno. Nelle carceri italiane in confronto alle nostre è come andare in casa di riposo, si mangia bene, c'è la tv, la palestra e quant'altro. E poi, male che vada, salta fuori un indulto e uno è di nuovo libero di ricominciare». Se lo dicono gli stesso rumeni onesti che le leggi italiane sono lassiste con i loro connazionali delinquenti cosa bisogna aspettare per applicare la tolleranza zero e i lavori forzati ?????!!!
Una guerra civile?


TOLLERANZA ZERO!

sabato 27 ottobre 2007

GLI ASSASSINI DI GORGO SI LAMENTANO: NON POSSONO RICEVERE VISITE NE’ VEDERE LA TV

Siamo alle solite…
Sono state presentate due istanze depositate in Tribunale dai difensori di due dei tre bestiali assassini di Gorgo al Monticano che chiedono che venga annullato il regime attuale di detenzione, a loro dire crudele. I due assassini, un rumeno e un albanese, rimangono in una piccola cella per 23 ore su 24; non possono vedere nessuno, non possono, poverini, ricevere visite, nè posta o vedere la tv. “La pressochè immobilità fisica ma ancor più mentale di questa situazione può provocare, dicono i difensori - soprattutto nel ventenne - gravi conseguenze mentali”. Anche gli altri detenuti dello stesso braccio hanno preso posizione a suo favore: "è solo un ragazzo (sarebbe meglio precisare: assassino) - hanno scritto - è spaventatissimo, da due mesi trascorre le giornate con il solo conforto del sonno, se arriva”.
Per fortuna che c’è chi non si fa impietosire da questo buonismo gratuito e francamente indegno.
Ecco quello che pensa il sindaco Firmino Vettori «Ma quale carcero duro è anche troppo quello che hanno adesso. Dovevano pensarci prima, ora che stiano lì a meditare su ciò che hanno fatto almeno per i prossimi trent’anni. A parte che possono sempre fare richiesta di andare a scontare la pena nei rispettivi paesi, in Albania e in Romania. Per questi delinquenti propongo le prigioni dei "Piombi" di Venezia. Una cella minuscola gelida d'inverno e rovente d'estate, così come ce l'ha raccontata Silvio Pellico». «Ripeto - continua Vettori - è già troppo quello che hanno adesso. Ho parlato con un rumeno che vive in Italia da 15 anni. Egli stesso mi ha detto che le autorità dovrebbero mandarli in Romania a scontare la pena. Là sì il carcere è tale. Perfino i loro compatrioti non fanno alcuno sconto». «Ci sono stati tanti stranieri - aggiunge Pietro Dalla Libera, sindaco di Oderzo - che dopo il delitto Pelliciardi sono venuti a manifestarmi la loro solidarietà. A sottolineare come questi delinquenti dovrebbero essere in prigione in Albania, in Romania. Là davvero la prigione è tale, si è a pane e acqua, altro che riscaldamento, televisione e giornali».
Giusto!!
La feccia, dopo aver massacrato selvaggiamente, vorrebbe pure un carcere soft????

Altro che buonismo, bisogna gettare le chiavi e metterli ai lavori forzati!


TOLLERANZA ZERO!

mercoledì 24 ottobre 2007

PONZIO PILATO MASTELLA ALLA FESTA DELL'UDEUR

Tra indulti vergognosi e indagini che lo riguardano, il ministro dell'ingiustizia Mastella non sembra avere il sonno molto turbato, è sempre in mezzo a feste e cortigiani...


lunedì 15 ottobre 2007

De senectute

Oltre tre milioni di gonzi. Tanti sono quelli che ieri si sarebbero recati ai seggi per illudersi di decidere quello che era già deciso: Water Veltroni segretario del PD. Partito nuovo solo di nome ma vecchio negli uomini e nelle “idee”, uno scherzo genetico politico, come già lo erano stati il Triciclo e la GAD.
Le primarie farsa avevano ben 5 candidati.
Due Carneadi hanno beccato lo 0,1% ciascuno. Uno di questi è un certo tricheco di cui si dice che di mestiere (???!!) faccia
il blogger e che abbia fatto campagna elettorale virtuale piuttosto che incontrare la gente in carne e ossa. E i risultati si vedono. Potenza del web.
C’era davvero grande partecipazione da parte della gente. La ggente comune. I popolani in attesa di decidere il nuovo che avanza.
Tanti giovani vogliosi, tanti popolani di 16 anni avevano la possibilità di esprimersi
Un popolano di nome
Romano Prodi (da molti, sedati e bloccati con una camicia di forza, indicato come il presidente del Consiglio in carica) recandosi ai seggi si è messo in fila religiosamente ma boffonchiando in modo fantozziano ha dovuta rifarne un'altra perchè era andato nella sezione sbagliata.
Per fortuna sono i giovani che reggono l’Italia…
Le primarie in verità erano solo un pretesto per raggranellare qualche soldo per finanziare l’aborto politico.
Un euro: una firma.
Parecchi i gonzi che hanno sborsato di più.
Quello che è sicuro è che una popolana, una certa Rosy Bindi, di tasca sua, nonostante molti dicessero che riceva un lauto stipendio da mummia parlamentare, non ha sborsato nulla:
si è presentata al seggio senza neppure un centesimo. Spinta da pietà le hanno prestato una moneta da due.
Non c’è problema, pagano gli altri.
Forse era una delle tante immigrate non in regola presente ai seggi…
Si dice anche che visto che non c’erano controlli adeguati, se non quelli degli organizzatori delle primarie, molti abbiano votato più volte.
Il controllato che fa il controllore???
Ma come vi permettete di insinuare queste maldicenze, siamo in democrazia , è una giornata di festa!
Col PD c’è la nuova politica, la nuova Italia, le nuove generazioni al potere!
Che spettacolo, che vitalità, direbbe un certo don Abbondio...



Pochi sanno essere vecchi
(François
La Rochefoucauld)



mercoledì 10 ottobre 2007

GENTILINI LANCIA LA CROCIATA CONTRO I ROM E IL BURQA

Il pacchetto sicurezza che sarà esaminato venerdì dal consiglio dei Ministri prevederebbe più poteri per i sindaci, cosa che non può far che piacere allo Sceriffo doc Gentilini:«È dal 1994 che chiedo più poteri. Credo che il Governo abbia finalmente capito: si sono resi conto che il sindaco è l'unico conoscitore del territorio, l'unico che conosce le mancanze e tutti i punti critici della sua città. Il vangelo secondo Gentilini colpisce ancora. Una delle prime ordinanze che farò predisporre sarà il divieto a zingari e Rom di venire nella città di Treviso. Non voglio intromissioni o "calate" dalla Romania. Adotteremo questo provvedimento per tranquillizzare i cittadini, che hanno il terrore di questa invasione programmata dei Rom. Sarà vietata la permanenza o la fermata. Chi viene a Treviso deve venire solo per lavorare o deve avere una casa. I camper vadano negli altri paesi. Devono avere una casa in cui abitare, perché il camper non è una residenza fino a prova contraria, così come sotto i ponti non è una residenza».
Anche sugli accattoni il vicesindaco è deciso: «Quando li vedo li faccio schedare. Adesso avrò un arma in più. Vieterò l'accattonaggio. Non si viene qui a fare l'accattone o a portare per le case i manifestini pubblicitari. Io ho bisogno di gente che lavori nelle catene di montaggio, che scavi i fossi. Purtroppo chi viene qua non è avvocato né ingegnere. Io ho bisogno di braccianti, di gente che lavora nei campi e nelle strade».
Gentilini sulla questione del velo islamico ha detto che se incontra una donna con il burqa la fa “portare in caserma dai vigili, identificare e diffidare dal coprirsi di nuovo il viso”.
E lancia una frecciata anche a Beppe Grillo: “Avete visto che Grillo mi ha copiato? Ha detto che bisogna difendere i Sacri Confini della Patria. Io sono andato a nozze con questa dichiarazione. È quello che dico dal 1994, bisogna blindare i confini».

Ormai è una costante, i Barabba che attaccano Gentilini puntualmente si svegliano tutti quando il danno è fatto. Evidentemente si sono convertiti, con colpevole ritardo, al vangelo secondo Gentilini…



venerdì 5 ottobre 2007

GENTILINI ASSEDIATO DA GAY E PRETI ROSSI

Lo Sceriffo Gentilini è indagato per "istigazione all'odio razziale" per quattro querele presentate in seguito alla famigerata intervista rilasciata dal vicesindaco a Rete Veneta riguardante la pulizia etnica dei culattoni presenti nell’area dell’ospedale.
A tal proposito Gentilini non fa una piega e ritiene che sia una decisione assurda come già sette anni fa quando si ritrovò indagato per istigazione all'odio razziale perchè propose provocatoriamente di vestire gli extracomunitari da leprotti per consentire ai cacciatori di esercitarsi con loro. Un'accusa dalla quale
Gentilini è stato poi assolto. «È vergognoso e demenziale il paragone tra Gentilini e Hitler che le associazioni dei gay e delle lesbiche vogliono far passare, e che più di qualche giornale ha riportato in prima pagina. Ricordatevi che i gay e le lesbiche sono sempre esistiti ed esisteranno ancora. Quello che io non voglio è che le loro effusioni amorose vengano fatte nei luoghi pubblici in territorio comunale. Hanno i loro spazi e io non voglio assolutamente che ci sia un "terrorismo amoroso", con tanto di ammiccamenti, avances e stratagemmi vari, che terrorizzi le mie donne, specialmente quelle che escono dall'ospedale. Il mio messaggio era semplice: "andate più in là"».
Gentilini è cosciente di avere tutta la città dalla sua: «Io ho una grande soddisfazione. Quando i miei cittadini mi incontrano per strada e si parla di questa vicenda mi dicono: "signor sindaco, ha fatto il suo dovere. Noi siamo con lei, continui così"».
Come se non bastasse però in questi giorni è scoppiata poi un’altra grana.
Domenica a Sant'Angelo durante la Festa dell'Uva il parroco don Carlo Velludo si è scagliato contro Giancarlo Gentilini, a suo dire colpevole di essersi esibito, con la consueta oratoria, in un'invettiva contro i cinesi e i prodotti cinesi dal palco allestito vicino alla chiesa.Lo scontro è continuato "dietro le quinte", con don Carlo furioso: «I suoi discorsi potrà gridarli per le piazze e per le vie di cui è sindaco ma non sulla proprietà privata di una parrocchia. Qui non metterà più piede per fare questi discorsi».
Il parroco precisa: «Ho risposto, sicuramente con forza e veemenza, alle provocazioni per nulla cristiane in un luogo dei cristiani. Credo di poter rivendicare il diritto di poterlo dire in "casa mia", visto che quel luogo appartiene alla nostra parrocchia»
Dal canto suo Giancarlo Gentilini ha indirizzato una missiva al vescovo Andrea Bruno Mazzocato (ma anche al Papa e al cardinal Bagnasco) per chiedere che il parroco venga destituito. «Non è possibile che un pastore di anime diventi come Lucifero , sembrava avere gli "occhi di bragia"».
«Non so cosa gli è preso: sembrava un ossesso . Ci trovavamo ad una festa dei nostri agricoltori e io ho detto che non si devono confondere i nostri prodotti con quelli dei cinesi. Questi sono il frutto dello sfruttamento dei bambini e delle donne. Quando vengono fatte incursioni in certi laboratori si trovano cinesi che lavorano 24 ore su 24 e dormono in loculi che sembrano quelli cimiteriali. Quello che ho detto è che questa è concorrenza sleale. Quello si è scatenato come un invasato e ha difeso i cinesi, dicendo che Dio calcola gli uomini tutti uguali. Se parliamo di concorrenza normale sono d'accordo, ma non se si tratta di concorrenza sleale. Io non ho fatto questioni di razzismo, sia chiaro. Il razzismo è una cosa, lì si parlava di sleale concorrenza ai miei agricoltori. Io ero dalla parte della giustizia e dalla parte dei cittadini, lui si è messo contro un rappresentante dei cittadini. Adesso la decisione spetta al vescovo».
Gentilini è inflessibile: «Andrò in parrocchia, vedremo se avrà il coraggio di buttare fuori Gentilini. Io non intendo che mi si vieti di andare in una parrocchia, perché la religione cattolica non prevede steccati. Lui dovrebbe essere una figura che smussa gli angoli, che trova convergenza verso la tolleranza, non mettersi contro chi cerca di salvare il lavoro dei nostri cittadini».
C’è da dire che tra i due c'era già stato qualche ruggine in passato, come ricorda lo stesso vicesindaco: «Si era comportato malissimo in occasione della commemorazione della battaglia di Nikolajewka a Giavera del Montello. Aveva impedito l'entrata in chiesa delle bandiere e dei cori degli alpini perché, disse, la chiesa non dev'essere sfruttata per queste cerimonie. Per noi è una cosa sacra commemorare chi è caduto per la Patria. Anche allora scrissi alle gerarchie ecclesiastiche per informarle. Questi non sono pastori di anime, forse sono pastori dell'Islam». L'ennesimo "prete rosso"? «Potrebbe rientrare nella categoria. Se ad un dato momento si mette contro di noi che cerchiamo di salvare il lavoro dei nostri agricoltori allora vuol dire che ha perso il ben dell'intelletto. Domenica tutti mi applaudivano durante il mio intervento. Solo lui si è infuriato. La voce del popolo è che la parrocchia ne ha piene le scatole di quel parroco».
Tra gay luxuriosi e preti rossi il paese sta andando alla deriva.
Per arginare quest’orda malefica, gli Sceriffi come Gentilini andrebbero decorati altro che indagati!!!


TOLLERANZA ZERO!

domenica 30 settembre 2007

GENTILINI VS VELTRONI: ROMA VELTRONA!

Da che pulpito viene la predica.
Walter Veltroni, il sindaco del panem et circenses, l'altra sera, alle «Invasioni barbariche se n'è uscito con parole aspre sulla realtà del Veneto.
Bignardi si rivolge a Veltroni: «Sa come si dice a Roma? "Famo 'a festa der cinema e c'avemo 'e buche pe' e strade..."».
Veltroni ironico: «Non si può giudicare una città solo dalle buche nelle strade, che ce le hanno tutte, ma da tante altre cose, dalla qualità della vita, dalla qualità dei servizi sociali e culturali...».
Bignardi: «Sì, però a Treviso le buche nelle strade non le hanno».
Veltroni: «Sì, ma per niente al mondo scambierei il concetto di integrazione che c'è a Treviso con quello che abbiamo a Roma».
L'insulto del sindaco romano alla città veneta fa scattare un lungo e fragoroso applauso da parte del pubblico della trasmissione.
Ma la reazione a Treviso è unanime, a destra come a sinistra: Veltroni non sa quello che dice perché i dati dimostrano che Treviso è la prima città d’Italia in fatto di integrazione razziale.
"Ci pensa lo Sceriffo Gentilini a liquidare il sindaco del panem et circenses: Ah ah ah, se Roma era ladrona, ora diventa Veltrona. E' perchè ormai sono alla frutta. L'ha capito anche Santoro ormai, che la verità sta qua a Treviso e con
Gentilini. Si è accorto anche lui come la città è amministrata, quanto è pulita e convinta che la sua sicurezza a tutti i costi sia la cosa più importante. Se n'è accorto Santoro, e se ne accorgerà anche Veltroni e la sua Roma Veltrona».
E sarà allora, secondo il vulcanico prosindaco, che anche Walter e la Capitale salteranno sul carro dei vincitori: «Quali saranno? Lo vedranno presto. Certo non i comunisti e quelli di sinistra. Guardateli qua che cosa sono, non sanno far altro che parlare al vento. E' perchè, come vedono tutti, ormai sono arrivati alla frutta». Lo Sceriffo rifiuta anche la predica sulla scarsa integrazione degli extracomunitari nella città che di fatto amministra da 13 anni: «Dite voi a Veltroni che Treviso è la prima d'Italia che ha integrato gli extracomunitari che lavorano. Pensi lui a integrare nella sua Roma Veltrona l'onestà, la trasparenza, la buona amministrazione che sono tipiche della mia città e dei miei cittadini. Poi vedremo, ma allora sarà lui che vorrà salire sul carro del vincitore da cui lo butteremo giù. Ricordo tra l'altro che lui a Treviso, per la campagna elettorale delle loro primarie, non ci è nemmeno venuto: anzi, forse è proprio meglio che da qua stia lontano».
L’altro Giancarlo, Galan, presidente della regione è altrettanto furibondo: «Ogni tanto accade che i pezzenti della politica s'interessino al Veneto. Ne parlano, ne sparlano, occupano con il loro razzismo da pezzenti intere serate televisive, nel corso delle quali trasuda l'invidia e il rancore verso una terra, verso una gente mossa soltanto da ambizioni esigenti, che hanno fatto e sempre faranno la fortuna del Veneto. Si occupano di noi spinti da razzismo ideologico e da un'invidia sociale che è tipica dei sottosviluppati».
«Quelli di Veltroni – continua Galan - sono insulti al Veneto e alla sua gente, che fanno il paio con quelli di Visco, che viene qui ad alludere ad un Veneto evasore di tasse, salvo poi essere smentito anche dai suoi. Ed ecco che il vecchio fanciullino Veltroni, quello che ha solo degli avversari mai dei nemici, quello che continua a ruminare lo stesso discorso da anni spacciandolo per nuovo, se ne esce offendendo Treviso che sarebbe, stando a costui, lontana le mille miglia dalla civiltà dell'integrazione.
Così, è stato bello assistere all'applauso a comando scattato nello studio televisivo dei miliardari khmer rossi che fanno Tv democratica e veltronesca. Il sindaco di una città dove c'è un Policlinico di merda e topi, forse ignora che la Provincia di Treviso è stata citata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano quale area del Paese con il più elevato grado di integrazione. Veltroni sappia - prosegue Galan - che è stata la Caritas a dire che la civiltà dell'accoglienza viene valorizzata a Treviso molto meglio che nel resto d'Italia.
E allora? Allora, signor Veltroni Walter, occupati dei tuoi campi nomadi che assediano Roma, cerca di far sparire merda e topi dai tuoi ospedali, tenta di rassicurare gli autisti dei tuoi bus che si rifiutano di andare nelle borgate della violenza, vedi di dare una mano affinché il Lazio sparisca dalla classifica delle Regioni in rosso nella Sanità, prova a dire qualcosa di democratico agli abitanti di Trastevere e degli altri Rioni soffocati dalle automobili, spaventati dagli scippi e avvelenati dall'inquinamento».
«A proposito - conclude polemico Galan - la nuova Finanziaria darà altri miliardi di euro per ripianare il deficit della Sanità del Lazio e di altre Regioni di uno stramaledetto Sud, che un giorno saprà pure liberarsi dei Veltroni e dei Bassolino».
Se il PD pensava di rilanciare il pezzente centro-sinistra a Nord-est, il progetto è già abortito in partenza.
Il lassismo e il panem et circenses se lo tengano Mr. Coerenza Veltroni & Co.




TOLLERANZA ZERO!


sabato 29 settembre 2007

IL VANGELO SECONDO GENTILINI

Il termine “galera” deriva dal greco galea, ovvero la nave stretta, lunga e bassa, con più ordini di remi, usata in passato.
Indica il luogo dove si scontava la pena dei lavori forzati e la galea era appunto dove venivano destinati gli schiavi e quelli che oggi chiamiamo galeotti, ovvero i furfanti .
Peccato che una volta i criminali dovessero appunto ripagare la comunità che avevano danneggiato, venendo impiegati in lavori pesanti, come appunto “muovere” le navi con l’olio di gomito, quindi il termine “galera” era usato correttamente.
Invece oggi i criminali che vanno in galera, se non vengono fatti uscire con l’indulto, nemmeno svolgono quei lavori con i quali dovrebbero compensare la comunità per le malefatte inflittale.
Anzi, oggi le galere sono degli hotel dove l’otium regna sovrano, dove ci sono perfino palestre attrezzate e si mangia in abbondanza con tanto di menù, come al ristorante.
Peggio. I detenuti anziché ri-compensare con lavori (forzati) la comunità che hanno danneggiato vengono mantenuti da essa per oziare in veri e propri hotel. Insomma, oltre al danno, la beffa.
Se invece i detenuti fossero usati come manodopera, le carceri non sarebbero nemmeno affollate, se non di notte per dormire.
Quindi per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri non serve costruire nuove carceri (ovvero spendere ulteriori soldi per mantenere feccia), né tantomeno fare indulti ponziopilateschi, bensì mandare all’esterno i carcerati a lavorare… forzatamente!
Ben venga quindi il Vangelo secondo Gentilini…





TOLLERANZA ZERO!

venerdì 28 settembre 2007

TUTTI I DISONOREVOLI PARLAMENTARI CHE HANNO VOTATO L' INDULTO

Ecco l’elenco completo di tutti i disonorevoli che hanno votato l’indulto.
Ponzi Pilati che hanno preferito liberare i Barabba anziché tutelare i cittadini onesti!!
Perché lor parassiti hanno la scorta e quindi chissenefrega dei cittadini…
L' indulto è stato approvato ovviamente con l’imprimatur decisivo del ministro dell’ingiustiza Clemente Mastella, il re dei Ponzi Pilati.
Ricordate i loro nomi e le loro facce da ceffi… e non votateli mai più!!


Italia Dei Valori: Rossi Gasparrini.

La Rosa Nel Pugno: Antinucci, Beltrandi, Bonino, Boselli, Buemi, Buglio, Capezzone, Crema, D’Elia, Di Gioia, Mancini, Mellano, Piazza Angelo, Poretti, Schietroma, Turci, Turco, Villetti.

Misto: Brugger, Neri, Nucara, Oliva, Rao, Reina, Widmann, Zeller.

RifondazioneComunista: Acerbo, Burgio, Cannavo’, Cardano, Caruso, Cogodi, De Cristofaro, De Simone, Deiana, Dioguardi, Duranti, Falomi, Farina Daniele, Ferrara, Folena, Forgione, Frias, Giordano, Guadagno, Iacomino, Khalil, Locatelli, Lombardi, Mantovani, Mascia, Migliore, Mungo, Olivieri, Pegolo, Perugia, Provera, Ricci Andrea, Ricci Mario, Rocchi, Russo Franco, Siniscalchi, Smeriglio, Sperandio, Zipponi.

Udc: Adolfo, Alfano Ciro, Barbieri, Bosi, Capitanio Santolini, Casini, Cesa, Ciocchetti, Compagnon, Conti Riccardo, D’agro’, D’alia, Delfino, Dionisi, Drago, Forlani, Formisano, Galati, Galletti, Giovanardi, Greco, Lucchese, Marcazzan, Martinello, Mazzoni, Mele, Mereu, Peretti, Romano, Ronconi, Ruvolo, Tabacci, Tassone, Tucci, Vietti, Volonte’, Zinzi.

Udeur: Adenti, Affronti, Capotosti, Cioffi, D’Elpidio, Fabris, Giuditta, Li Causi, Morrone, Picano, Pisacane, Satta.

Ulivo: Albonetti, Allam, Amato, Amendola, Amici, Attili, Aurisicchio, Bandoli, Baratella, Barbi, Bellanova, Benvenuto, Benzoni, Bersani, Betta, Bianchi, Bianco, Bimbi, Bindi, Bocci, Boffa, Bordo, Brandolini, Bressa, Bucchino, Buffo, Burchiellaro, Burtone, Caldarola, Calgaro, Capodicasa, Carbonella, Cardinale, Carta, Castagnetti, Ceccuzzi, Cesario, Chianale, Chiaromonte, Chicchi, Chiti, Cialente, Codurelli, Colasio, Cordoni, Cosentino Lionello, Crisafulli, Crisci, Cuperlo, D’alema, D’antona, D’antoni, Damiano, Dato, De Biasi, De Brasi, De Castro, De Piccoli, Delbono, Di Girolamo, Di Salvo, Duilio, Fadda, Farina Gianni, Farinone, Fasciani, Fassino, Fedi, Ferrari, Fiano, Filippeschi, Fincato, Fiorio, Fioroni, Fistarol, Fluvi, Fogliardi, Fontana Cinzia, Franceschini, Franci, Froner, Fumagalli, Galeazzi, Gambescia, Garofani, Gentili, Gentiloni, Ghizzoni, Giachetti, Giacomelli, Giovanelli, Giulietti, Gozi, Grassi, Grillini, Iannuzzi, Incostante, Intrieri, Lanzillotta, Laratta, Leddi Maiola, Lenzi, Leoni, Letta, Levi, Lomaglio, Longhi, Lovelli, Luca’, Lulli, Luongo, Lusetti, Maderloni, Mantini, Maran, Marantelli, Marcenaro, Marchi, Mariani, Marino, Marone, Martella, Mattarella, Melandri, Merlo Giorgio, Merloni, Meta, Migliavacca, Miglioli, Milana, Minniti, Misiani, Monaco, Morri, Mosella, Motta, Musi, Mussi, Naccarato, Nannicini, Narducci, Nicchi, Oliverio, Orlando Andrea, Ottone, Papini, Parisi, Pedulli, Pertoldi, Pettinari, Pinotti, Piro, Piscitello, Pollastrini, Prodi, Quartiani, Ranieri, Realacci, Rigoni, Rossi Nicola, Rotondo, Ruggeri, Rugghia, Rusconi, Ruta, Rutelli, Samperi, Sanga, Sanna, Santagata, Sasso, Schirru, Scotto, Sereni, Servodio, Sircana, Soro, Spini, Sposetti, Squeglia, Stramaccioni, Strizzolo, Suppa, Tanoni, Tenaglia, Testa, Tolotti, Tomaselli, Trupia, Vannucci, Velo, Ventura, Verini, Vichi, Vico, Villari, Viola, Violante, Visco, Volpini, Zaccaria, Zanotti, Zucchi, Zunino.

Verdi: Balducci, Boato, Boco, Bonelli, Cassola, Cento, De Zulueta, Francescato, Fundaro’, Lion, Pecoraro Scanio, Pellegrino, Piazza Camillo, Poletti, Trepiccione, Zanella.

Democrazia Socialista: Barani, Catone, De Luca Francesco, Del Bue, Nardi.

ForzaItalia: Adornato, Alfano Angelino, Alfano Gioacchino, Aprea, Aracu, Armosino, Azzolini, Baiamonte, Baldelli, Berlusconi, Bernardo, Berruti, Bertolini, Biancofiore, Bocciardo, Bonaiuti, Bondi, Boniver, Boscetto, Brancher, Bruno, Brusco, Caligiuri, Campa, Carfagna, Carlucci, Casero, Ceccacci, Ceroni, Cesaro, Cicchitto, Cicu, Colucci, Conte Gianfranco, Costa, Craxi, Crimi, Dell’elce, Della Vedova, Di Cagno Abbrescia, Di Centa, Di Virgilio, Fabbri, Fallica, Fasolino, Fedele, Ferrigno, Fini Giuseppe, Fitto, Floresta, Fontana Gregorio, Franzoso, Fratta Pasini, Galli, Garagnani, Gardini, Gelmini, Germana’, Giacomoni, Giro, Giudice, Iannarilli, Jannone, La Loggia, Lainati, Laurini, Lazzari, Lenna, Leone, Licastro Scardino, Lupi, Marinello, Marras, Martusciello, Mazzaracchio, Milanato, Minardo, Mistrello Destro, Misuraca, Mondello, Mormino, Moroni, Nan, Napoli Osvaldo, Palmieri, Palumbo, Paoletti Tangheroni, Paroli, Pecorella, Pelino, Pepe Mario, Pescante, Picchi, Pili, Pizzolante, Ponzo, Prestigiacomo, Ravetto, Rivolta, Rossi Luciano, Russo Paolo, Santelli, Sanza, Scajola, Simeoni, Stagno D’alcontres, Stradella, Testoni, Tondo, Tortoli, Ugge’, Valducci, Valentini, Verdini, Verro, Vitali, Vito Alfredo, Vito Elio, Zanetta, Zorzato.

mercoledì 19 settembre 2007

I Barabba uccidono e Ponzio Pilato Mastella se la ride

Beppe Grillo avrà mille difetti ma sicuramente non quello di denunciare le sconcezze dell’indulto.
L’intervista fatta al figlio dei coniugi vittime della mattanza di Gorgo fa ben capire quanto i cittadini siano indifesi e in balia della feccia fuoriuscita dalle carceri, a causa dell’indulto votato da dei parlamentari infami.
Tuttavia il disonorevole Mastella, il ministro Ponzio Pilato che ha liberato i Barabba, anziché tutelarci da essi, non sembra avere il sonno e la coscienza turbati, visto che se la spassa tra Gran premi automobilistici e giullari di corte…



Ribadiamo una convinzione: i politici che hanno votato l’indulto sono corresponsabili degli eventuali delitti che gli indultati commetteranno.
Pertanto dovrebbero essere incarcerati e messi ai lavori forzati insieme: politici Ponzi Pilati e Barabba indultati!!


TOLLERANZA ZERO!




martedì 18 settembre 2007

Gentilini non vuole gay nel mondo dello sport


E' destinato a far discutere il nuovo strale di Gentilini contro i gay. Il vicesindaco di Treviso è tornato a toccare l'argomento venerdì sera, in occasione delle premiazioni di un torneo di calcio Giovanissimi.
Dal palco lo Sceriffo ha invitato i giovani a seguire i sani principi dello sport, ammonendo: «Qui non ci sono gay e non voglio ci siano nel mondo dello sport. Questo deve rimanere un ambiente pulito con dei principi sani. Non sono belle quelle immagini di tempo addietro sotto le finestre del municipio, con gli uomini che si baciavano e dicevano "prendimi"».
Di omosessuali Gentilini ha parlato anche dal palco della festa della Lega a Venezia, quando ha tuonato: «Non voglio vedere gay in giro per le strade di Treviso».
Gay avvisato…

TOLLERANZA ZERO!

lunedì 17 settembre 2007

Gentilini incita alla rivoluzione contro la mafia comunista-bolscevica

Lo Sceriffo Gentilini da Venezia incita alla rivoluzione. «Deve essere uno tsunami che distrugga quella mafia comunista-bolscevica». Il sindaco sceriffo ha tuonato pure contro l'immigrazione. «Non voglio extracomunitari ne abbiamo anche troppi. Io voglio bagni penali dove spacchino pietre dalla mattina alla sera e non scelgano il menu». Gentilini è tornato poi sul massacro di Gorgo al Monticano, in provincia di Treviso, sottolineando l’efferatezza soprattutto nella violenza sessuale nei confronti della donna, operata con «uno scalpello davanti e dietro». Gentilini furibondo sentenzia: «Mi auguro che quello che hanno fatto alla donna di Borgo lo facciano a sua madre o a sua sorella», ha detto rivolgendosi a chi ha avuto posizioni di garantismo e buonismo, in particolare il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio.
Ne ha anche per Walter Veltroni a
proposito della recente visita del candidato alla guida del Pd a Padova: "Veltroni stia a casa sua, non abbiamo bisogno delle sue visite".



TOLLERANZA ZERO!

domenica 16 settembre 2007

..e infatti Gentilini replica: Miserabili sono quelli che hanno favorito l'indulto

Non si è fatta attendere la replica di Gentilini alle critiche piovutogli da Pisanu.
«A lui voglio dire che se guardasse tutte le lettere che gli ho scritto quando era Ministro dell'Interno, vedrebbe che quelle cose che sta dicendo adesso io le avevo già dette 12 anni fa. Quindi viene qui a millantare credito e ad insegnare a Giancarlo Gentilini . È lui che deve venire a lezione da Gentilini. Mi ha tacciato di "miserabile", perché avrei fatto un intervento miserabile contro quelli che hanno votato a favore dell'indulto. Io dico: lasciamo perdere la maggioranza, visto che quello era un ordine di partito e quindi quelli hanno obbedito. Ma chi era in grado di decidere consapevolmente se votare a favore o contro aveva l'obbligo morale di non votare l'indulto. Quindi non sono io miserabile, come sono stato tacciato da Pisanu. Miserabili sono quelli che hanno favorito l'indulto e che quindi hanno dato la possibilità ai delinquenti di Gorgo di compiere quell'efferato delitto».
Poi lo Sceriffo profetizza: “il popolo veneto e il popolo trevigiano faranno giustizia, attraverso il voto, di tutti quei personaggi che hanno fatto sì che succedesse il delitto di Gorgo”.
Così sarà!


TOLLERANZA ZERO!

sabato 15 settembre 2007

Pisanu considera miserabile l'attacco di Gentilini a Sacconi sull'indulto, peccato che i miserabili siano coloro che l’hanno votato…

«Come è noto il prosindaco di Treviso non sa misurare le parole, quello contro Sacconi è stato un attacco miserabile» così si è espresso ieri Giuseppe Pisanu , ex ministro degli Interni, invitato al congresso sul tema "Sicurezza e libertà nella Marca".
Peccato che i miserabili siano proprio i disonorevoli che hanno votato l’indulto e coloro che ne difendono l’approvazione: i vari Sacconi, Pisanu, Mastella, ecc.
Non mi interessa che siano della Casa della Libertà! Sono loro i miserabili!, non si vergognano nemmeno dei loro provvedimenti sciagurati, e dicono miserabili a coloro che li accusano giustamente di averli approvati??!!
Poi se c’è un Beppe Grillo che mobilita la gente schifata col V-Day cadono dalle nuvole, poveri “politici” mentecatti…
«L'indulto è stato votata dalla stragrande maggioranza dei parlamentari - ha continuato l'ex ministro – adesso riconosco che è stato un errore (a danno fatto ci è arrivato…) , ma è grave fare credere che la soluzione al problema della sicurezza sia legata a questo tema. Il problema sicurezza c'è e va affrontato, ma con ben altra intelligenza (!!) e ben altre proposte».
Certo senza l’ “intelligenza” dei vari Pisanu e Sacconi che anziché tutelare i cittadini hanno contribuito a metterne in pericolo la vita
Ponzio Pilato Sacconi senza vergogna ha pontificato:
«A Treviso la media delittuosa è più alta si di quella nazionale che di quella regionale, soprattutto a causa dei furti». Il senatore ha prima ricordato che la politica non può strumentalizzare (evidentemente per Sacconi far sapere che lui ha votato l’indulto significa strumentalizzare…) eventi tragici come quello di Gorgo, e quindi tracciato le sue proposte ( lui che ha votato l’indulto, bel coraggio…) per risolvere il problema: la creazione di una super centrale operativa per coordinare le pattuglie di forze dell'ordine e polizie locali e la tolleranza zero ( ha il coraggio di parlare di tolleranza zero??!!, lui!!) verso ogni tipo di illegalità, dalla prostituzione, allo spaccio e consumo di droga alla «violenza politica».
Peccato che le forze dell’ordine simili provvedimenti gli abbiano già attuati, salvo poi vedersi vanificare tempo, soldi e fatica nel catturare criminali prontamente usciti, ridendosela sotto i baffi, grazie all’indulto votato da Ponzi Pilati come Sacconi e Mastella.

domenica 9 settembre 2007

Gentilini vuole mettere una taglia su Prodi e Mastella

Lo “Sceriffo” Gentilini ha un diavolo per capello per gli effetti disastrosi dell’indulto e fa un affondo durissimo proponendo di istituire una taglia su Prodi e Mastella.
Dice inoltre di non aver «tollerato che la Cdl abbia dato il suo voto a favore. Nell'elenco di chi ha dato il suo appoggio c'è anche un parlamentare trevigiano, Maurizio Sacconi. Se vedete Sacconi fischiatelo, non è degno di rappresentare il popolo trevigiano». Gentilini per gli spietati assassini dei due coniugi trevigiani, non vede altra punizione che la pena di morte. «Sono pronto - ha detto - a ungere il sapone per il cappio. È giusto che manteniamo per 30-40 anni questi delinquenti? Impicchiamoli e non se ne parli più». «La strada della Lega è una sola ed è quella della tolleranza a doppio zero - ha concluso -, anche se i vertici ecclesiastici mi hanno tacciato di razzismo. Per fortuna ora c'è il Pastore tedesco, che ha i denti per affondare le bestie islamiche».
Gentilini, più luciferino che mai, ha aggiunto di essere lui «lo sceriffo d'Italia, l'unico doc. Tutti gli altri sono imitazioni, sceriffini». Ne ha anche per la magistratura: “sarebbe ora che qualche magistrato andasse in galera”.

Il ciclone-Gentilini travolge tutti gli infami Tersiti.

venerdì 7 settembre 2007

Gentilini furibondo: la pena di morte è la certezza della pena. Il buonismo è un reato


Gentilini è un fiume in piena e ne ha per tutti.
Ieri, prima e durante la festa leghista nella quale era presente anche il sindaco di Verona Flavio Tosi, lo Sceriffo, dopo l’arresto dei mostri di Gorgo al Monticano, non lesina attacchi ai politici che hanno votato l’indulto, di destra o sinistra che siano:
«Chi entra in una casa va bucato, fuori per fuori. Purtroppo io vedo troppo buonismo in giro. Se mi si chiede quale sia la pena adeguata, io rispondo in un modo solo: la pena di morte è la certezza della pena. Invece vedo Prodi che va in giro per il mondo a dire che bisogna eliminare la pena di morte. E magari anche l'ergastolo. Siamo in uno Stato di mortadella. I delinquenti ci costano 250 euro al giorno quando stanno in carcere, e io ci sono stato a vederli: hanno palestre, campi di calcio, vitto e alloggio. Penso che coloro che non hanno nessuno scrupolo a uccidere e violentare con gli scalpelli le donne, vanno impiccati. Datemi il sapone per la corda. Per impiccarli. E questa è la Lega».
Poi l’affondo verso i politici complici, che con il loro indulto hanno lasciato i cittadini italiani alla mercè della feccia: «Io oggi ho letto su un giornale l'elenco dei parlamentari che hanno votato a favore dell'indulto mettendo fuori quei delinquenti. E ci ho trovato tanti bei nomi di Forza Italia, tutti parlamentari che dovrebbero andare a casa. E non meriterebbero di essere più eletti. Se facessimo un referendum, dalle Alpi alla Sicilia, la gente sarebbe favorevole alla pena di morte. Perchè la pena non è redenzione, ma punizione».
Gentilini torna anche ad attaccare i sodomiti. “ Volevo liberare quel territorio del Comune che sta vicino all'ospedale da questo mercimonio di culattoni... Adesso essere culattoni è un vanto, visto che anche i deputati lo sono... Non ho perdonato su questa polemica quello che ha detto il portavoce di Giancarlo Galan, che ha preso le loro difese».
Poi fulminante: «Firmo l'ombelico di Melita, ma non quello di Luxuria perchè non so cosa ci troverei sotto…».
Una stoccata poi ai soliti ipocriti sindaci di sinistra: «Nessuno di quei bolscevichi ha il mio Dna, ma sono arrivati 13 anni dopo perchè la gente che li ha eletti ha cominciato a spingere. E hanno dovuto a malincuore seguire il mio vangelo e i miei comandamenti».
«Io vedo solo politici e ministri che si piangono addosso, che sono in gramaglie, che dicono "bisogna fare questo, bisogna fare l'altro, bisogna intervenire". Se già negli anni scorsi avessero seguito il vangelo secondo Gentilini , il decalogo sulla sicurezza che ho stilato, non saremo arrivati a questo punto». «Ho scritto alle massime autorità dello Stato che bisognava blindare i confini e adoperare l'esercito - precisa Gentilini -, che bisognava creare i bagni penali e mandare i delinquenti là e che una volta espiata la pena vanno rispediti ai loro Paesi, che bisognava fare i raggi x agli extracomunitari. Ho scritto che bisognava affondare le navi, che le acque territoriali vanno difese e non devono essere superate, come avviene negli altri Stati di diritto. Ho detto anche che la Magistratura doveva cambiare indirizzo e mollare il buonismo». «Non mi hanno seguito, anzi mi hanno tacciato di essere razzista, fascista e nazista. Adesso tornano sui problemi che io avevo affrontato già allora. E tutti fanno proprie le cose che io dicevo dieci anni fa. Ho pacchi di lettere che lo testimoniano. Dovrebbero avere l'umiltà di dire: se avessimo appoggiato Gentilini in certe iniziative forse i fatti di Gorgo non sarebbero avvenuti. E questo vale anche per i miei politici. Anche i "miei" parlamentari, da Stiffoni a Dussin, sono stati troppo buoni quand'erano al Governo. Se mi avessero seguito oggi le strade sarebbero pulite, non ci sarebbero neanche le pantegane. Quando sento una senatrice come la Rubinato (della Margherita…) dire: "sì, l'indulto è stato un errore, una disgrazia" penso che sia tempo che vada a casa». Il mio vangelo dice: tolleranza doppio zero. Mettetevelo in testa, il buonismo è un reato. Bisogna dirlo alla Magistratura: è un reato e va colpito».
L’attacco virulento dello Sceriffo è pienamente giustificabile, basta buonismo! ed è ora che le iene del parlamento ,che anziché tutelarci ci espongono alle mattanze di criminali, si dimettano!


TOLLERANZA DOPPIO ZERO!

martedì 4 settembre 2007

Ora basta: tolleranza zero!!!!

Ora è arrivata la certezza. Sono stranieri: due albanesi e un romeno. Sono stati fermati dai carabinieri per il duplice efferato assassinio di Gorgo al Monticano in provincia di Treviso avvenuto il 21 agosto scorso. Avrebbero già confessato e il procuratore ha confermato che al momento della mattanza erano strafatti di cocaina e uno di loro era fuori per l'effetto dell'indulto.
Bisogna chiudere il tempo delle chiacchiere e iniziare quello della tolleranza zero.
Questi criminali devono essere incarcerati a vita in compagnia di chi ha approvato l’indulto lasciando gli italiani in balia della feccia.
Che il ministro Mastella e i parlamentari che hanno votato quell'infame provvedimento siano maledetti nei secoli dei secoli!


TOLLERANZA ZERO!

sabato 1 settembre 2007

GENTILINI ATTORE PER IL FILM "SETTANTA"

A Treviso in questi giorni si sta girando il film "Settanta" diretto da di Mauro Curreri.
Tra gli attori spicca la presenza dello Sceriffo Giancarlo Gentilini che recita nei panni… di sé stesso.
Si è lasciato truccare, "ringiovanire", come lui stesso ha affermato, e ha persino proposto (con successo) al regista le battute da dire.

«Sono un attore che dal 1994 è sul palcoscenico della città di Treviso e di tutta Italia, forse del mondo, - ha dichiarato Gentilini - non potevo perdere l'occasione di far parte di questa straordinaria troupe. Voglio che la gente che mi vede seduta al cinema sorrida, perché la vita è fatta di serenità e letizia».
La sua carriera di attore potrebbe anche non essere un episodio isolato: «Nella vita bisogna provare tutto. Se il prossimo anno non verrò eletto e i miei cittadini non mi vorranno più, potrei pensare alla recitazione, ma non sono certo un guitto come tanti guitti che sono sui palcoscenici politici».
Vero Grillo e Luttazzi?





giovedì 30 agosto 2007

GENTILINI:«La lotta ai lavavetri l'ho inventata io»

Il prosindaco Gentilini rivendica giustamente la paternità del provvedimento sui lavavetri.
"Il sindaco di Firenze Domenici può essere considerato un mio discepolo. Anche se di centrosinistra. Ma arriva tardi: hanno capito che il mio messaggio, lanciato nel '94, è valido e quindi sono in ritardo di 14 anni. Però sono contento, perché vuol dire che il mio operato di allora era valido, nonostante fossi stato attaccato da tutte le parti".

TOLLERANZA ZERO

lunedì 27 agosto 2007

Giancarlo Gentilini sul delitto di Gorgo al Monticano: "pena di morte!"

Giancarlo Gentilini sul raccapricciante delitto di Gorgo al Monticano lancia la sua soluzione: «La pena di morte». Questo invoca lo Sceriffo per assassini come quelli che hanno compiuto la feroce mattanza nell'Opitergino.
Genty precisa: «è vero che il linciaggio è brutto ma in questo caso sarebbe giustificato».
Per l'autodifesa Gentilini fa suo un motto fascista: «Un corpo di guardia in ogni casa».


TOLLERANZA ZERO!

sabato 18 agosto 2007

GENTILINI AGLI UCCELLI FISCHIATORI: FACCIO POLENTA E OSEI

In occasione del concerto lirico dell'Assunta di "Madona Granda", dove è stata eseguita l'opera "La Traviata" c'è stato un simpatico siparietto dello Sceriffo Gentilini.
A fine concerto, quando è salito sul palco della piazza, è partito qualche timido fischio di contestazione all'indirizzo del vice sindaco che ha prontamente replicato: «Abbiamo anche l'uccello fischiatore, ma non mi interessa, io gli uccelli li metto allo spiedo e faccio poenta e osei (polenta e uccelli...)».
Gli uccellacci del malaugurio sono avvisati.




TOLLERANZA ZERO!

giovedì 16 agosto 2007

GENTILINI CONTRO IL CALCIO A FERRAGOSTO


Poche ore prima che il Treviso ottenesse la prima qualificazione al secondo turno di Coppa Italia (da dieci anni a questa parte...) Giancarlo Gentilini tuonava contro il calcio a ferragosto, totalmente ingiustificato visto che "la gente è al mare, a mangiare o a bere". E in proposito rivela di aver scritto "una letteraccia" alla Federcalcio.
Più che giusto visto che lo sport disputato a ferragosto rischia di attirare solo quattro gatti, come al kiss-in davanti a Cà Sugana...

TOLLERANZA ZERO!

martedì 14 agosto 2007

A PROPOSITO DELLE PAROLE DI GENTILINI SUI CULATTONI

Ma quando mai Gentilini ha ucciso qualcuno!
Quando usa il termine pulizia etnica non implica certo l'eliminazione fisica di qualcuno.
Che ipocriti questi politici, specie certi "politici"!, che si scandalizzano o meglio fanno finta di scandalizzarsi per delle parole e invece ignorano i crudi fatti.
Gentilini a parole usa il termine puliza etnica ma di fatto non ha mai ucciso o fatto uccidere nessuno.
Certi Soloni invece a parole si definiscono pacifisti ma nei fatti hanno già dimostrato in passato di essere tutto l'opposto. Dei devastatori di città, dei teppisti matricolati!
Insomma tra parole e fatti sono le seconde che contano.
E certi ipocriti che vorrebbero mettere alla gogna Gentilini unicamente per delle parole provocatorie sono coloro che per primi di fatto hanno dato prova di essere violenti.
Ergo zitti, cari Barabba!







TOLLERANZA ZERO!

lunedì 13 agosto 2007

E INTANTO GOBBO DIFENDE GENTILINI A SPADA TRATTA....

Gobbo difende Gentilini a spada tratta.
Ecco parte dell'intervista rilasciata dal sindaco al Gazzettino di oggi.


- Volevo sapere cosa ne pensa delle parole con cui il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan in sostanza dice «Adesso basta», a proposito del suo prosindaco, Giancarlo Gentilini.

«Ma "adesso basta" cosa? Se si riferisce alla vicenda del parcheggio dell'ospedale è già tutto a posto, no? Il problema del parcheggio esiste e lo risolveremo con le telecamere. Se invece è sulla vicenda degli omosessuali, non è contro i gay che si è espresso Gentilini, dai lo conosciamo. Se deve dire ai suoi Vigili Urbani di eliminare i topi, lui dice: "Usate le bombe atomiche". Non lo prendono mica sul serio, no? E anche quando vuol dire di eliminare le erbacce, dice "facciamo pulizia etnica di erbacce". Insomma lui si esprime così».

- Se oggi si dovesse riformulare la frase sul parcheggio cosa suggerirebbe di dire a Gentilini?

«Ma le stesse parole che ha detto! Ma via, cerchiamo di esere intelligenti! Il problema dei rapporti sessuali in un parcheggio non ha nulla a che vedere con i fatti personali della gente. Dove accadono cose del genere la zona va videosorvegliata, gay o eterosessuali che siano i protagonisti. Ma davvero qualcuno pensa che si possa lasciare un parcheggio non lontano dalle case con quel via vai e con preservativi usati per terra accanto all'ospedale?».

- Lei ha parlato con Genty?

«Certo! Ma di sicuro non perdiamo tempo a parlare di una cosa del genere. Chi lo conosce lo rispetta come prima; ha il consenso dei suoi cittadini, solo non è diplomatico».

- Ma a Galan, insomma, cosa manderebbe a dire?

«Ma proprio niente perchè le parole passano mentre i fatti restano e proprio il Governatore veneto ha riconosciuto che la città di Treviso è stata ed è ben amministrata. È questo che conta...».


Fonte: Il Gazzettino


TOLLERANZA ZERO!


GENTILINI SEI TUTTI NOI

Dal web arrivano molte voci concordi con Gentilini e il suo operato.
Eccone alcune:

Gentilini interprete del sentimento popolare (Blacknights - 10 agosto)

10, 100, 1000 Gentilini (Il Pizzino - 11 agosto)

Gentilini, Sodoma e Gomorra (Il Piave-13 agosto)

E inoltre: Sullo sceriffo-Genty Beppe Grillo ha toppato (Il gazzettino-13 agosto)


TOLLERANZA ZERO!

sabato 11 agosto 2007

ZEFFIRELLI SI SCHIERA CON GENTILINI


Il grande regista Franco Zeffirelli condanna senza mezzi termini il «Kiss-in» di Treviso. «Mi scandalizza vedere due gay che si baciano in pubblico — attacca — quelli non sono omosessuali, ma due pazze che fanno l'amore come le bestie e che non posso sostenere. Ne disprezzo il modo di comportarsi al punto da sentirmi più vicino a Gentilini quando ventila la possibilità di mandarle nei campi di concentramento.Confesso una leggera solidarietà nei confronti del prosindaco».
Sulle dure parole usate da Gentilini Zeffirelli precisa: «Potrebbe evitare di dire "culattoni", volgarità tipica di un linguaggio da carrettiere. Non mi piace nemmeno l'espressione "pulizia etnica", ma sono d'accordo sulla necessità d'imporre misure contro il degrado causato da un certo mondo. Ma lei lo sa quanto è difficile e profondo essere omosessuali? E' uno speciale modo di amare da prendere sul serio, non da ridurre ad una carnevalata imbecille da Rio de Janeiro. Proporlo al pubblico come un scherzo, con una sfilata di uomini che si baciano con la parrucca in testa, significa creare un vuoto formativo nella società e soprattutto tra i giovani, che non capiscono più niente».
Gentilini trova dunque un alleato tanto prestigioso quanto inaspettato...

TOLLERANZA ZERO!

DANTE BEN SAPEVA DOVE COLLOCARLI I PERVERTITI LUXURIOSI....

Erano quattro gatti quelli che si si sono presentati oggi alle 12.00 a Treviso per contestare il sindaco Gentilini.
Insomma, come ha ben detto il vice-sindaco, è stato un flop colossale.
Quattro- cinque sodomiti giunti da tutt'Italia (!!!??) e qualche sparuto gruppetto di curiosi.
Un siparietto penoso "coronato" da un kiss-in rivoltante...
Ecco il video della disfatta.





TOLLERANZA ZERO!

mercoledì 8 agosto 2007

GENTILINI: PULIZIA ETNICA DEI CULATTONI

Le ultime dichiarazioni del vicesindaco di Treviso Gentilini sono destinate a far scoppiare una deflagrazione a livello nazionale.
«Darò disposizione ai vigili di fare pulizia etnica dei culattoni». Così si è espresso il vicesindaco Gentilini ieri ai microfoni del tg di Rete Veneta, lanciando una nuova crociata, stavolta contro gli omosessuali che di notte si "imboscano" nel parcheggio del Ca' Foncello in via Dell'Ospedale. «Queste persone - insiste Gentilini - devono andare in altri capoluoghi di provincia disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c'è nessuna possibilità per culattoni o simili».
Diverse famiglie si sono lamentate che di notte il piazzale dell'ospedale si trasformerebbe in un luogo d'incontri segnalato anche in siti Internet dedicati al mondo gay.
Da ciò parte la nuova invettiva dello Sceriffo Gentilini più che mai deciso a mantenere in città la sua proverbiale tolleranza zero.
A questo proposito il vicesindaco ha annunciato che darà immediatamente ordine di potenziare nell'area ospedaliera la videosorveglianza, così da compiere controlli a tappeto e sconsigliare incontri equivoci...




TOLLERANZA ZERO!

martedì 17 luglio 2007

GENTILINI VUOLE UN NUOVO RAMBO


Gentilini non usa giri di parole, cerca un nuovo Rambo per il posto di comandante della polizia locale di Treviso, lasciato libero da Danilo Salmaso. "Io l'ho sempre detto che sono un appassionato di "Rambo ". Ricordatevi che coloro che sono stati alla corte dello Sceriffo Gentilini sono desiderati da altre parti. Vuol dire che Gentilini ha allevato dei Rambo come lui".
Lo Sceriffo si dichiara entusiasta del lavoro fatto da Salmaso: "Nomadi, zingari, extracomunitari, delinquenti, ladri e puttane qui non esistevano più perché lui adoperava il pugno di ferro, come volevo io". Ora è più che mai deciso a scovare un nuovo comandante per Treviso che rispecchi il suo modello ideale, quello di un uomo d'azione, pragmatico e inflessibile nel far rispettare la legge: "Io ho la necessità di trovare un altro Rambo : un comandante che abbia le palle di acciaio e non le palle di velluto. Voglio un Rambo, le mezze cartucce non le voglio".

TOLLERANZA ZERO!

domenica 15 luglio 2007

GENTILINI AMBISCE AL TERZO MANDATO, SEMPRE ALL'INSEGNA DELLA TOLLERANZA ZERO

In vista delle elezioni amministrative del 2008 a Treviso si fa sempre più concreta la candidatura di Giancarlo Gentilini come sindaco della città.
Lo Sceriffo, attuale vice di Giampaolo Gobbo, correrebbe per quel terzo mandato a cui rinunciò 5 anni fa per la legge che vieta a un persona di essere eletta per tre mandati consecutivi.

Ora , dopo che Gobbo ha spezzato il ritmo dell’era gentiliniana (preservandone peraltro intatti i metodi e i risultati) , il terzo mandato appare dietro l’angolo.Gentilini è pronto a rigovernare la città con la sua proverbiale disciplina e… tolleranza zero!