mercoledì 28 ottobre 2009
GENTILINI CONDANNATO PER DELLE PAROLE. INTANTO CHI FA I FATTI (CRIMINOSI) SPADRONEGGIA
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martedì 6 ottobre 2009
Esce il libro "Gentilini - Il Sindaco sceriffo"

Arriva un libro dedicato alle gesta dello sceriffo di Treviso Giancarlo Gentilini, biografia autorizzata del giornalista Paolo Calia. La presentazione pubblica del libro si terrà venerdi 9 ottobre 2009 alle ore 18:30 presso la Sala Verde - Palazzo Rinaldi a Treviso.
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domenica 4 ottobre 2009
No ai gay e al ramadan sul Piave
«Il Piave è vietato agli zingari, ai tossicomani, alle puttane e ai culattoni. Ora deve essere vietato anche agli islamici».
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giovedì 1 ottobre 2009
Gentilini: premio al carrozziere che ha sparato al ladro
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lunedì 7 settembre 2009
Proposta di Gentilini: saluto romano per evitare la suina

E’ l’idea geniale dello Sceriffo Gentilini, che appresa la possibilità di contrarre il virus anche attraverso una semplice stretta di mano, vuole tolleranza zero. «Stop alle strette di mano, da oggi si alzi braccio dicendo Ave» quando si saluta - spiega lanciando il braccio destro dritto sopra la spalla - un saluto che ha duemila anni di storia e permette di non avere contatti tra le persone. Questa dell’influenza è una cosa davvero pericolosa e dobbiamo pensare ad una prevenzione capillare, anche se si tratta di cambiare le abitudini». Gentilini per impedire ai germi di correre lungo le mani strette in saluto propone proprio il gesto con cui i romani tributavano la loro riconoscenza.. «Bisogna dire Ave mentre si fa il saluto - precisa lo sceriffo - altrimenti si viene fraintesi e poi partono le solite strumentalizzazioni. L’importante è che il virus non si diffonda per Treviso. Per questo credo il braccio alzato sia una buona soluzione. Rimarrebbe il saluto che usano i militari, ma mi sembra meno adeguato. Molto meglio il saluto romano che viene da lontano e tutti conoscono».
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lunedì 3 agosto 2009
Gli ottant'anni dello sceriffo
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lunedì 13 luglio 2009
SETTEN DISTRUGGE IL TREVISO CALCIO
Il contrario delle delle tre promozioni consecutive dal 1994 al 1997 che valsero il passaggio dalla B alla D, scialacquate in un 2009 tetro.
Una gestione fallimentare. Come fallimentare e deprimente è stata l’unica stagione in A.
Per ritornarci, nonostante l’indifferenza della città e uno stadio vetusto e inadeguato, Setten due anni fa ha speso 20 milioni di euro per acquistare e stipendiare brocchi da media-bassa classifica che nessuna squadra in seguito ha giustamente voluto comprare nè accollarsi il lauto e immeritato stipendio. Giocatori ridicoli, come Dall’Acqua, pagato decine di milioni di euro per giocare spezzoni di partita in serie C a Reggio Emilia. Spese folli e nessun giocatore degno da piazzare sul mercato.
Fine ingloriosa alla stregua di società storiche come Messina, Pisa e Avellino tutte alla mercè di presidenti avventurieri palesemente incompetenti e mal consigliati.
Ecco spiegato l’epilogo inevitabile di una gestione presuntuosa e approssimativa.
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domenica 10 maggio 2009
Lo sceriffo a Vittorio Veneto
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venerdì 24 aprile 2009
25 Aprile negazione della conciliazione
Lo Sceriffo è una voce fuori dal coro: «Il 25 aprile è come un fossato che invece di essere riempito, si allarga sempre di più. È sarà così fino a quando resteranno in vita persone che la guerra l’hanno fatta, i testimoni di quella tragedia che, inevitabilmente, hanno giudizi di parte. Per anni il 25 aprile è stata solo la festa della sinistra, mentre la destra se ne andava a Patrasso...». Ne ha anche per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «É figlio della sinistra, sul 25 aprile non è proprio super partes. Dovrebbe dire: i partigiani devono fondersi con gli altri movimenti. Invece, solo mezze parole. Il 25 aprile non è la festa della riconciliazione, ma del distacco. Berlusconi ha deciso di partecipare alle celebrazioni? Anche la sua rimane una partecipazione con riserva».
Riflessione altrettanto dura, è per l’Anpi, l’associazione dei partigiani: «Negli anni ha reclutato gente che la lotta partigiano non l’ha mai vista con la motivazione dell’anti fascismo. Per me non va bene. Io ho in mente l’esempio dei ragazzi del ’99: fino a quando l’ultimo di loro era in vita, il labaro dell’associazione partecipava a tutte le manifestazioni. Quando l’ultimo di quella generazione è morto, lo stesso labaro è stato riposto per sempre a palazzo dei Trecento. Così dovrebbe essere anche per l’Anpi quando morirà l’ultimo partigiano. Invece gli steccati rimangono. Io comunque continuerò a partecipare alle celebrazioni, è un mio preciso dovere civico».
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lunedì 23 marzo 2009
Luxuria venga pure a parlare da noi ma se ne avrà bisogno, in quale bagno andrà?
L’ex prostituto e naufrago dell’Isola dei Pietosi sarà a Treviso mercoledì per una conferenza sul concetto di "transgender" nell’arte (!!), organizzata dal corso di laurea in design. «Ho sempre detto di non aver nulla contro gay, lesbiche e bisessuali, c’è libertà assoluta, ognuno può utilizzare il proprio corpo come vuole - ribadisce lo Sceriffo -. Venga a raccontare le sue esperienze, perchè non si è mai finito di imparare e voglio sentire cosa racconta ai miei cittadini di razza Piave».
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