mercoledì 28 ottobre 2009

GENTILINI CONDANNATO PER DELLE PAROLE. INTANTO CHI FA I FATTI (CRIMINOSI) SPADRONEGGIA

La tolleranza zero è arrivata. Ma per Gentilini. Condannato a a 4.000 euro di multa e al divieto per tre anni di partecipare a comizi politici per le frasi pronunciate nel settembre 2008 alla tradizionale festa della Lega a Venezia.
Ma lo Sceriffo non si abbatta e dichiara: “Ho appreso della sentenza e respingo in maniera categorica e assoluta ogni accusa di razzismo. Ai cittadini trevigiani e italiani dico che continuerò ad applicare il mio credo che vuole ordine, disciplina e rispetto delle leggi: qui da noi non c’è spazio per chi non rispetta le regole. Farò ricorso, non posso far passare in giudicato una sentenza del genere, ho comunque fiducia nel processo e nei giudici d’appello. Mi hanno colpito nel vivo, ma dal 1994 a oggi ho fatto del bene e il mio messaggio è stato ripreso da tutti i sindaci. Del resto quando ho detto che anche gli extracomunitari devono rispettare le leggi è arrivata la legge Maroni; ho parlato contro il burqa e ora Cota sta presentando una legge in tal senso; ho denunciato i minori utilizzati dagli zingari per chiedere l’elemosina e non si fanno più campi nomadi; ho detto che l’Islam non è compatibile con la nostra cultura e non si fanno più moschee. Insomma: l’accusa di razzismo è scritta sul ghiaccio e il calore cancellerà questa infamia. Ho ripetuto quello che mi dicono i miei cittadini ogni volta che li incontro per strada. Continuerò a farlo, a dare loro voce. E’ un dovere in quanto sindaco. Ho già ricevuto tantissime telefonate di gente che mi dice di non mollare, di andare avanti. Non sono queste le cose che mi spaventano, anzi mi fanno ridere. Ho passato la guerra, nella mia vita ho affrontato cose ben peggiori. Non mi lascio certo intimidire.”
Lo Sceriffo Gentilini è stato condannato per parole forti prive di ogni diplomatismo. Per delle parole.
La legge in questo caso è stata rapida e chirurgica. Come insolitamente avviene in Italia.
Chi invece zitto zitto continua a compiere fatti criminosi (anche grazie all’indulto) dorme sonni tranquilli.
Come il ladro che giorni fa è stato ferito dal carrozziere e ora sporge denuncia contro colui che voleva rapinare e fa pure la lezionicina dicendo che non lo perdonerà mai.
I carnefici si trasformano in vittime e le vittime e gli sceriffi vengono puniti. Tutto normalmente alla rovescia. Siamo in Italia.





martedì 6 ottobre 2009

Esce il libro "Gentilini - Il Sindaco sceriffo"

Arriva un libro dedicato alle gesta dello sceriffo di Treviso Giancarlo Gentilini, biografia autorizzata del giornalista Paolo Calia. La presentazione pubblica del libro si terrà venerdi 9 ottobre 2009 alle ore 18:30 presso la Sala Verde - Palazzo Rinaldi a Treviso.

Saranno presenti assieme all’autore e all’editore:

il mitico Giancarlo Gentilini - Pro Sindaco di Treviso
Gian Paolo Gobbo - Sindaco di Treviso
Roberto Papetti - Direttore de Il Gazzettino

domenica 4 ottobre 2009

No ai gay e al ramadan sul Piave

«Il Piave è vietato agli zingari, ai tossicomani, alle puttane e ai culattoni. Ora deve essere vietato anche agli islamici».

Dopo lo scandalo dei gay che si appartano sulle rive del fiume, altrettanta tolleranza zero invoca lo sceriffo della Lega Giancarlo Gentilini alla notizia del Ramadan officiato nei giorni scorsi sul greto del Piave: dato che il Comune di Conegliano non ha concesso le palestre comunali, gli islamici sono infatti andati a pregare a Ponte della Priula. Così nello scenario del fiume sacro alla patria è risuonato il canto dedicato ad Allah: circa 500 musulmani provenienti da tutta la Marca trevigiana, hanno festeggiato la fine del Ramadan con la grande preghiera collettiva sull’area del fiume gestita dalla Pro loco. Una iniziativa che ha fatto imbufalire Gentilini: «Il Piave mormorò, non passa lo straniero: con le loro preghiere forse hanno inneggiato all’11 settembre e al 17 settembre. Insomma, c’è puzza di terrorismo. Ma se gli islamici tornano sul Piave, allerterò le forze dell’ordine affinché li blocchino».

giovedì 1 ottobre 2009

Gentilini: premio al carrozziere che ha sparato al ladro

"Io darei un premio a questo cittadino che ha difeso la sua famiglia e il suo lavoro". Altro che metterlo sotto accusa. Lo sceriffo Gentilini giustifica totalmente il comportamento di Bruno Campello, il carrozziere che domenica notte ha ferito con una fucilata un ladruncolo intento a scassinare la sua azienda. Non accetta che l’uomo ora rischi di essere condannato per lesioni aggravate, un reato paradossalmente più grave di quello imputato a chi stava cercando di rubare i suoi beni: «Ho scritto una lettera ufficiale a tutti i nostri ministri perché non è possibile che uno che difende il proprio patrimonio, il proprio lavoro, la propria famiglia, le proprie sostanze venga indagato per lesioni gravi -ribadisce il vice sindaco- Sono dell’avviso che la proprietà privata è sacra e chi la viola deve capire che rischia anche la vita. Sono di quelle generazioni a cui è stato insegnato che in ogni casa ci deve essere un corpo di guardia. Se uno si azzarda a entrare, avrà le conseguenze che merita.
La magistratura deve cambiare assolutamente obiettivo. Perché se non posso difendere quello che mi sono guadagnato in decenni di lavoro, allora vuol dire che non siamo più uno stato di diritto. Siamo in uno stato delle banane, senza offesa per le banane».

lunedì 7 settembre 2009

Proposta di Gentilini: saluto romano per evitare la suina

«Basta strette di mano. Per evitare che l’influenza A si diffonda reintroduciamo il saluto romano». Un’originale espediente contro la pandemia del virus H1N1 quella messa in campo dal vice sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini: «Da oggi salutatemi con il braccio alzato e dicendo Ave Genty».

E’ l’idea geniale dello Sceriffo Gentilini, che appresa la possibilità di contrarre il virus anche attraverso una semplice stretta di mano, vuole tolleranza zero. «Stop alle strette di mano, da oggi si alzi braccio dicendo Ave» quando si saluta - spiega lanciando il braccio destro dritto sopra la spalla - un saluto che ha duemila anni di storia e permette di non avere contatti tra le persone. Questa dell’influenza è una cosa davvero pericolosa e dobbiamo pensare ad una prevenzione capillare, anche se si tratta di cambiare le abitudini». Gentilini per impedire ai germi di correre lungo le mani strette in saluto propone proprio il gesto con cui i romani tributavano la loro riconoscenza.. «Bisogna dire Ave mentre si fa il saluto - precisa lo sceriffo - altrimenti si viene fraintesi e poi partono le solite strumentalizzazioni. L’importante è che il virus non si diffonda per Treviso. Per questo credo il braccio alzato sia una buona soluzione. Rimarrebbe il saluto che usano i militari, ma mi sembra meno adeguato. Molto meglio il saluto romano che viene da lontano e tutti conoscono».

lunedì 3 agosto 2009

Gli ottant'anni dello sceriffo

Lo sceriffo Gentilini compie 80 anni, e riceve gli auguri del presidente della Regione Veneto. «Auguri sinceri a Giancarlo Gentilini con il quale ho sempre avuto rapporti intonati alla cordialità e a reciproci sentimenti di simpatia» scrive Galan all’ex sindaco della Lega. Anche se più di qualche volta non sono stati d’accordo su temi e questioni importanti, Galan riconosce a Gentilini il merito di essere stato un sindaco che ha innovato questa figura in Italia. «Ti chiamino pure sceriffo, ma tu sei stato il primo e adesso ti imitano in tanti, sia a sinistra che a destra. Buon compleanno carissimo borgomastro» conclude il governatore veneto. Auguri accolti con molto piacere da Gentilini, che a 80 anni si sente ancora giovane: "Sono della maschia gioventù. Sono andato sul Monte Grappa per ricordare la battaglia del Solstizio insieme a migliaia di persone, e andavo più forte di tutti".

lunedì 13 luglio 2009

SETTEN DISTRUGGE IL TREVISO CALCIO


Alla fine Ettore Setten ce l’ha fatta.. . a far fallire il Treviso Calcio. Presa la società nel 2001 in C1 è riuscito… a riportacela e in più l’ha fatta fallire facendoli fare un triplo balzo dalla B alla D… se non direttamente in Terza Categoria.
Il contrario delle delle tre promozioni consecutive dal 1994 al 1997 che valsero il passaggio dalla B alla D, scialacquate in un 2009 tetro.
Una gestione fallimentare. Come fallimentare e deprimente è stata l’unica stagione in A.
Per ritornarci, nonostante l’indifferenza della città e uno stadio vetusto e inadeguato, Setten due anni fa ha speso 20 milioni di euro per acquistare e stipendiare brocchi da media-bassa classifica che nessuna squadra in seguito ha giustamente voluto comprare nè accollarsi il lauto e immeritato stipendio. Giocatori ridicoli, come Dall’Acqua, pagato decine di milioni di euro per giocare spezzoni di partita in serie C a Reggio Emilia. Spese folli e nessun giocatore degno da piazzare sul mercato.
Fine ingloriosa alla stregua di società storiche come Messina, Pisa e Avellino tutte alla mercè di presidenti avventurieri palesemente incompetenti e mal consigliati.
Ecco spiegato l’epilogo inevitabile di una gestione presuntuosa e approssimativa.
Speriamo che Gentilini e l'amministrazione comunale non diano più credito a simili personaggi.


domenica 10 maggio 2009

Lo sceriffo a Vittorio Veneto

Giancarlo Gentilini ha regalato il suo ennesimo show ieri, confessando «di volere sulle sedie dei parlamenti non culi quadrati ma rotondi, scattanti, pieni di muscoli!». Ha spiegato inoltre che un sindaco «deve fare come me: alla sera andare a vedere se ci sono in giro buche sulle strade, puttanette e cula».

venerdì 24 aprile 2009

25 Aprile negazione della conciliazione

«Doveva essere la festa della riconciliazione, invece è una festa acquisita solo da una parte. Così è diventata la negazione della conciliazione...». Giancarlo Gentilini stronca il 25 aprile. che «il 25 aprile rappresenta ideali validi per tutti», e tutte le istituzioni parlano di data «incancellabile» o di ricorrenza «condivisa».
Lo Sceriffo è una voce fuori dal coro: «Il 25 aprile è come un fossato che invece di essere riempito, si allarga sempre di più. È sarà così fino a quando resteranno in vita persone che la guerra l’hanno fatta, i testimoni di quella tragedia che, inevitabilmente, hanno giudizi di parte. Per anni il 25 aprile è stata solo la festa della sinistra, mentre la destra se ne andava a Patrasso...». Ne ha anche per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «É figlio della sinistra, sul 25 aprile non è proprio super partes. Dovrebbe dire: i partigiani devono fondersi con gli altri movimenti. Invece, solo mezze parole. Il 25 aprile non è la festa della riconciliazione, ma del distacco. Berlusconi ha deciso di partecipare alle celebrazioni? Anche la sua rimane una partecipazione con riserva».
Riflessione altrettanto dura, è per l’Anpi, l’associazione dei partigiani: «Negli anni ha reclutato gente che la lotta partigiano non l’ha mai vista con la motivazione dell’anti fascismo. Per me non va bene. Io ho in mente l’esempio dei ragazzi del ’99: fino a quando l’ultimo di loro era in vita, il labaro dell’associazione partecipava a tutte le manifestazioni. Quando l’ultimo di quella generazione è morto, lo stesso labaro è stato riposto per sempre a palazzo dei Trecento. Così dovrebbe essere anche per l’Anpi quando morirà l’ultimo partigiano. Invece gli steccati rimangono. Io comunque continuerò a partecipare alle celebrazioni, è un mio preciso dovere civico».

lunedì 23 marzo 2009

Luxuria venga pure a parlare da noi ma se ne avrà bisogno, in quale bagno andrà?


"Luxuria a Treviso? Ben venga. Soltanto sarò in imbarazzo se mi domanda: . Deve andare in quello per uomini o per donne?", ghigna Giancarlo Gentilini.
L’ex prostituto
e naufrago dell’Isola dei Pietosi sarà a Treviso mercoledì per una conferenza sul concetto di "transgender" nell’arte (!!), organizzata dal corso di laurea in design. «Ho sempre detto di non aver nulla contro gay, lesbiche e bisessuali, c’è libertà assoluta, ognuno può utilizzare il proprio corpo come vuole - ribadisce lo Sceriffo -. Venga a raccontare le sue esperienze, perchè non si è mai finito di imparare e voglio sentire cosa racconta ai miei cittadini di razza Piave».